L'ETÀ DELL'IMPEGNO AMMINISTRATIVO


IL MIO IMPEGNO DI CONSIGLIERE COMUNALE

Per la crescita e lo sviluppo della mia città mi sono impegnato per oltre 14 anni, con serietà, onestà e passione, nella sua amministrazione comunale: prima come Consigliere Comunale (dal 1993 al 2002) e poi come Consigliere della Circoscrizione della Bassa Valbisagno (Marassi, Quezzi e San Fruttuoso). Nei tre cicli amministrativi sono stato eletto prima nella lista del Partito Democratico della Sinistra e poi in quella dei Democratici di Sinistra.
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La mia prima candidatura è avvenuta nel settembre del 1993 a seguito di una mia auto-candidatura alle elezioni “Primarie” organizzate dal Partito Democratici di Sinistra genovese per la preparazione della lista da presentare per il rinnovo del Consiglio Comunale di Genova. La mia candidatura per le “Primarie” era stata sottoscritta da 154 firme di compagni della mia sezione (Sezione dei ferrovieri comunisti genovesi “E. Grieco”) e da tanti amici ferrovieri non iscritti. La candidatura è stata poi confermata da un buon risultato personale nelle “Primarie” organizzate in tutta la città dal PDS, nelle quali sono stato in termini di preferenze tra i primi.

Le elezioni Comunali del 1993 sono state le prime con il nuovo sistema maggioritario e con l’elezione diretta del sindaco. Quelle del ’93 sono state anche le prime elezioni senza i partiti tradizionali del nostro Paese. La Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano si erano sciolti a causa delle scandalo di “Tangentopoli”; mentre il Partito Comunista Italiano, dopo la “caduta” del muro di Berlino, aveva deciso di sciogliersi e di dare vita al Partito Democratici di Sinistra.

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La scelta per il candidato sindaco del centrosinistra, formato da: PDS, Verdi, Alleanza x Genova, Lista Pannella, Patto di Solidarietà, cadde sull’ex “pretore d’assalto” Adriano Sansa. Nelle elezioni del 21 novembre il PDS ottenne 98.026 voti, pari al 26,2%; mentre le altre liste del centrosinistra ottennero una percentuali di voti tra il 3,6% dei Verdi e l’1,5% del Patto di Solidarietà. Per le opposizioni, il candidato della Lega Nord (Enrico Serra) ottenne il 26,5% dei voti (la Lega Nord ottenne il 29,2%), quello dei Popolari per Genova (Ugo Signorini) il 15%, quello di Rifondazione Comunista (Giuliano Boffardi) il 7,3%, quello del MSI (Gianni Plinio) il 6,2%, e altri candidati ottennero percentuali minime.

Nel ballottaggio del 5 ottobre, col 73,5% dei votanti, venne eletto Adriano Sansa con 247.547 voti (59,2%), contro i 170.799 voti (40,8%) di Enrico Serra. In base a tale risultato, sui 30 eletti di maggioranza, il PDS ottenne 22 consiglieri, i Verdi 3, Alleanza per Genova 2, Lista Pannella 1, La Rete 1 e Patto di Solidarietà 1. Il numero dei consiglieri di opposizione sono stati: LN 9, Popolari per Genova 3, Rinnovamento Socialista 1, Rifondazione Comunista 3, MSI 1.

Il mio successo personale, con 312 preferenze personali (17° eletto della lista del PDS), mi ha permesso di entrare in Consiglio Comunale grazie al voto individuale assegnatami dall’Ufficio elettorale centrale per le elezioni amministrativa che è stata pari a n. 98.385 voti.

Nella Giunta del sindaco Adriano SANSA, i miei compagni nel Consiglio comunale (1993-1997) della lista del PDS sono stati: Paola ACETI, Gianluca ANGUSTI, Flavio AZZARELLI, Tea BENEDETTI, Ubaldo BENVENUTI (Capogruppo), Luca BORZANI (Capogruppo nella seconda parte di vita del Consiglio comunale), Roberto BRUZZONE, Giuseppe CARISTO, Michele CASISSA, Leonardo CASSINESE, Lionello FERRANDO, Aleandro LONGHI (assessore), Mario FISCI, Edoardo GUGLIELMINO, Claudio MONTALDO, Roberta MORGANO, Giuseppe MORABITO, Carlo REPETTI, Olindo REPETTO, Vittoria ROTINI, Luciano TAGLIATTI, Francesco TASSISTRO, Mario TULLO (nominato in seguito Assessore).
Per tutto il ciclo amministrativo (1993-1997) sono stato impegnato nella Commissione Consiliare Urbanistica Assetto del territorio, Lavori Pubblici e Tutela dell’Ambiente; e nella Commissione Bilancio e Sviluppo economico, come Presidente di commissione. Sono stato anche componente della Commissione disciplina e della Commissione elettorale comunale.
I settori di attività sui quali sono stato maggiormente impegnato sono stati quelli del trasporto pubblico locale (Amt e taxi), di quello ferroviario, e delle infrastrutture viarie e ferroviarie.


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Uno dei primi interventi postivi che come gruppo abbiamo ottenuto è stato quello dell’effettuazione del servizio del trasporto pubblico per il 1* maggio, fino ad allora sospeso, e su alcuni provvedimenti innovativi dello stesso. Di rilievo sono state la richiesta del sindaco Sansa per la candidatura di “Genova Capitale Europea della Cultura”; il; il posizionamento di barriere metalliche di protezione dei pedoni posizionate in molte vie cittadine; ecc.
Di particolare importanza sono stati i provvedimenti relativi a:

  • candidatura di “Genova Capitale Europea della Cultura”;

  • nuovo Piano regolatore per il blocco dell’espansione edilizia della città in collina;

  • Introduzione del servizio filoviario nella zona centrale della città;

  • Acquisto tra il 1994 e il 1997 di 145 nuovi autobus;

  • Integrazione tariffaria dei biglietti e abbonamenti AMT/FS;

  • Avvio della realizzazione della Metropolitana Certosa-Brin/Brignole;

  • Realizzazione dell’Asse attrezzato in Corso Europa per il trasporto pubblico locale;

  • Avvio del sistema integrato di monitoraggio per il trasporto pubblico locale;

  • Piano Urbano del traffico per agevolare il trasporto pubblico locale;

  • Programma urbano dei parcheggi;

  • Protocollo d’accordo con le FS per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria Genova-Milano, per la bretella ferroviaria Voltri-Linee di valico;

  • Avvio della progettazione della via a mare del Ponente.

  • Alle elezioni del 1997 SANSA non viene ricandidato e per la carica di Sindaco il centro Sinistra sceglie il giurista di area socialista, ma mai coinvolto nelle vicende craxiane che hanno portato allo sfascio il PSI: il partito più antico d’Italia. Per la carica di sindaco fu scelto il giurista Giuseppe “Beppe” PERICU, appoggiato dalle liste del: PDS, Partito Popolare Italiano, Lista Dini, Socialisti italiani-PRI, Federazione dei Verdi.
    La mia ricandidatura per le elezioni del rinnovo del Consiglio comunale è avvenuta grazie al giudizio positivo dato, sulla mia candidatura, dalla direzione della Federazione provinciale dei DS e in seguito dai pareri positivi sul mio operato che le assemblee degli iscritti di molte Sezioni hanno espresso nei mie confronti, a conferma del positivo impegno profuso nel ciclo precedente. 

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    Al primo turno Beppe PERICU fu eletto sindaco di Genova col 60% dei voti, battendo l’ex socialista Rinaldo MAGNANI: il candidato di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Democratici Cristiani; e il candidato Sergio CASTELLANETA di Genova Nuova e di Lena Nord. il PDS ottenne 84.635 voti (25,9%); mentre gli altri partiti di centrosinistra ottennero le seguenti percentuali: Partito Popolare italiano 6,1%, Lista Dini 1,9%, Socialisti Italiani-PRI 1,6%, Verdi 1,5%. RC, che al secondo turno si apparenterà al centrosinistra, col suo candidato Giordano BRUSCHI ottiene l’8,4%. Le altre liste hanno avuto le seguenti percentuali di voti: Genova Nuova, candidato sindaco Sergio Castellaneta, 19,9%; FI (candidato sindaco Claudio EVA) 19,6%; AN (c. Eva) 5,6%, CCD-Cadu (C. Eva) 2,3%. Noi per Sansa per Genova 11,1%; LN (Giacomo CHIAPPORI) 3,5%.
    In base a tale risultato il PDS ottenne 17 consiglieri, il PPI 4, Lista Dini 1, Socialisti Italiani-PRI 1, Fed. Verdi 1, RC (che nel ballottaggio sostenne Pericu) 5. Le liste di opposizione hanno ottenuto: Genova N. 6 consiglieri, FI 5, AN 2, Noi x Sansa x Genova 2, LN 1.
    Nella Giunta del sindaco
    Giuseppe (Beppe) PERICU, candidato Sindaco per la lista dell’Ulivo, miei compagni del Consiglio comunale (1997-2002) sono stati: Roberto ADORNO, Arnaldo BAGNASCO, Andreina BARBIERI, Stefano BERNINI, Marco BOLLESAN (indipendente), Luca BORZANI (nominato Assessore), Roberto BRUZZONE, Giancarlo CANONERO, Michele CASISSA (Capogruppo), Leonardo CHESSA, Renata FERRARIS, Luigi FERRETTO, Emanuele GUASTAVINO, Salvatore LECCE, Aleandro LONGHI (Presidente del Consiglio), Claudio MONTALDO, Carla OLIVARI, Luciano G. PILU, Alfonso PITTALUGA.
    N.B.: Per consultare i risultati elettorali del voto a Genova (1946-2001), consultare il sito: http://statistica.comune.genova.it/pubblicazioni/download/votazioni/Votogenova.pdf
    Nel Novembre 1999 gli incarichi nel Gruppo Consigliare dei Democratici di Sinistra erano stati così distribuiti: Michele CASSISSA: Capogruppo, Bilancio; Roberta MORGANO: Vice capogruppo, Infrastrutture, Mobilità e Decentramento; Giuseppe MORABITO: Traffico, Parcheggi, AMT, Taxi, FS; Salvatore LECCE: Decentramento, Ambiente, Amiu, Animali, Aster; Alfonso PITTALUGA; Vice capogruppo, Sviluppo economico e Attività produttive, Partecipate comunali, Personale, Delibere attuative e Bilancio; Luigi FERRETTO: Commissione porto, Attività economiche, Controllo gestione bilancio; Giancarlo CANNONERO: Riforme istituzionali regolamenti, Delibere attuative; Roberto BRUZZONE: Territorio, Urbanistica, Lavori pubblici; Renata FERRARIS: presidente III commissione, commissione alloggi, patrimonio; Salvatore Ottavio COSMA: servizi alla persona, cultura, temi della sicurezza; Leonardo CHESSA: sanità, ospedali; Luigi PILU: presidente IV commissione, sanità, anziani; Carla OLIVARI: scuola, cultura, seminari studio; Roberto ADORNO: sicurezza; Aleandro LONGHI: presidente del Consiglio comunale; Arnaldo BAGNASCO: presidente Palazzo Ducale S.p.A.; Marco BOLLESAN: attività e iniziative sportive; Mario TULLO: coordinamento rapporti gruppo consiliare-partito; Ubaldo BENVENUTi: commissione porto, segretario provinciale federazione DS.

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    In tale periodo sono stato particolarmente impegnato nelle Commissioni consiliari Bilancio e Sviluppo economico (nel primo ciclo amministrativo sono stato Presidente di questa commissione) e Urbanistica e Assetto del territorio.

    Nel secondo ciclo amministrativo (1997-2002) sono stato impegnato nelle stesse commissioni, svolgendo anche il ruolo di coordinatore del periodico mensile del Gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra del Comune di Genova "IN COMUNE".  

    IN COMUNE

    Nel secondo ciclo amministrativo, sono stato responsabile del periodico In Comune del Gruppo Consigliare dei Democratici di Sinistra del Comune di Genova, che è stato pubblicato dal settembre 1999 all’ottobre 2001. Per tutto quel periodo, il giornale ha svolto un importante ruolo di raccordo tra il Gruppo consiliare e il territorio, con la sua diffusione in tutte le sezioni del PDS e dell’Associazionismo genovese. I temi trattati sono stati quelli caratteristici dell’amministrazione comunale, e non solo, quali le manutenzioni urbane, il traffico, i parcheggi, i rifiuti urbani, il decentramento, la riqualificazione urbana, il recupero delle aree industriali dimesse, il Piano regolatore comunale, l’accordo sulle acciaierie di Cornigliano, la Mobilità urbana, le opere e gli interventi per il G8 genovese, le aree portuali e la città, la riqualificazione delle periferie, le infrastrutture viarie e ferroviarie, gli impianti sportivi, le fasce di rispetto del Ponente, e così via.
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    Sia nel primo (Sindaco Adriano Sansa) che nel secondo ciclo (Sindaco Beppe Pericu) mi sono occupato particolarmente dei problemi della Mobilità urbana e del Trasporto pubblico locale, seguendo, in modo specifico, le problematiche delle FS, dell’AMT e dei Taxisti. Ho sempre cercato, nelle diverse responsabilità di Consigliere Comunale, di coinvolgere nelle iniziative politiche e amministrative promosse da me e dal mio Gruppo, di coinvolgere le categorie professionali e le organizzazioni sindacali del trasporto pubblico genovese.pastedGraphic
    Nel corso del mio impegno amministrativo, a parte gli innumerevoli incontri politici con cittadini, con rappresentanti delle diverse istanze economiche e sociali della nostra Città, ho tenuto molti Interventi nelle riunioni del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari dove ho presentato innumerevoli Ordini del Giorno e Interpellanze sia sui problemi generali della città che su quelli del Trasporto pubblico e delle infrastrutture ferroviarie e viarie riguardanti il nostro territorio.
    Per conto del Gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra ho realizzato nel novembre 2001 la pubblicazione "APPUNTI SUL TRASPORTO PUBBLICO GENOVESE  E SULLE INFRASTRUTTURE" [download file pdf]. Nella pubblicazione, Insieme alle schede sul trasporto pubblico e sull’AMT, sono pubblicate anche alcune schede sulle infrastrutture viarie e ferroviarie che interessano direttamente la nostra città e che, una volta realizzate, potranno contribuire in modo significativo a migliorare la mobilità urbana e la stessa qualità della vita di tutti i genovesi.
    Nel corso del mio impegno amministrativo, su delega del Sindaco, ho presenziato come pubblico ufficiale ad oltre un centinaio di matrimoni; e rappresentato la città di Genova in importanti ricorrenze civili.

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    Ho voluto mettere in rete questa pubblicazione del novembre 2001, da me curata, non solo per testimoniare, concretamente, la qualità del mio impegno e di quello del mio gruppo politico dei Democratici di Sinistra, ma anche per evidenziare i tempi eccessivamente (!) lunghi per progettare, finanziare e realizzare opere infrastrutturali (viarie e ferroviere) approvate e deliberate dalle diverse istante istituzioni. Opere sempre più indispensabili per lo sviluppo e la crescita della nostra Città e della nostra Regione.
    Per tali motivi, e a conferma delle suddette considerazioni, ritengo opportuno pubblicare anche altri due documenti presentati per conto del gruppo del Partito Democratico della Sinistra, da me, da Ubaldo Benvenuti, Michele Casissa, Luca Borzani e da altri consiglieri del gruppo, che erano stati approvati dal Consiglio Comunale di Genova: Il primo (20 giugno 1994) sulla
     BRETELLA AUTOSTRADALE e il secondo (17 luglio 1995) sul TERZO VALICO
    L’esperienza di Consigliere comunale di Genova è stata una bellissima esperienza umana, politica e amministrativa che mi ha gratificato non solo per il fatto di essere stato eletto per due cicli amministrativi consecutivi, ma anche per il fatto che ho lavorato in un Gruppo consiliare (PDS prima, DS dopo) formato da “belle” persone: capaci, serie, oneste e competenti che si sono prodigate sempre e solo per il bene collettivo e per lo sviluppo e la crescita della nostra Città.

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    Ho svolto l’impegno di Consigliere comunale con tutto l’impegno e la passione politica possibile, utilizzando tutte le mie capacità e conoscenze specifiche specialmente del settore del trasporto pubblico genovese e di quello ferroviario. In  nove anni di Consigliere comunale non ho mai avuto da parte di nessuno l’invito o il consiglio di votare o non votare una qualsiasi delibera o proposta di Giunta o del Consiglio comunale. Ogni “pratica”, discussa e votata nel Consiglio comunale, è sempre stata prima discussa nel gruppo consiliare e poi votata da ogni consigliere del gruppo in modo responsabile e libero.

    GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

    Ricordando che la candidatura per GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA è stata avanzata dalla Giunta del Sindaco Adriano SANSA (1993/1997) e approvata dalla sua maggioranza consigliare della quale ne facevo parte; la proposta è stata accolta dall’Unione Europea nel 1998, quando era in carico il sindaco Giuseppe (Beppe) PERICU. Facendo parte della sua maggioranza, ho partecipato a tutte le riunioni e discussioni sulle opere e interventi da fare per “preparare” urbanisticamente Genova a quell’importante evento. L’elenco e la qualità delle opere e degli interventi sono stati pubblicati in un numero speciale de “In Comune”, che era il periodico del gruppo consiliare del PDS, del quale ero il responsabile di redazione.

    Il 2004, con lo svolgimento degli eventi legati a Genova Capitale Europea della Cultura, si può considerare come l’anno della svolta, l’anno in cui la città si lascia alle spalle il G8 e si presenta al mondo con il suo volto migliore. Infatti grazie ai finanziamenti dello Stato italiano e dell’Europa per le opere pubbliche e per le manifestazioni, il sindaco PERICU riesce a mobilitare investimenti privati, come quelli per il restauro dei palazzi e il rifacimento delle facciate. E tutto ciò cambia profondamente la struttura e l’assetto del centro storico e dell’area del Porto Antico che diventa un investimento di lunga durata per Genova che è attualmente la quarta meta turistica d’Italia dopo Roma, Venezia e Firenze.
    Tra le opere e gli interventi che mutarono la fisionomia della citta, ricordo in sintesi alcuni, anche se tra i più importanti, interventi di vario genere riguardanti: Palazzo Ducale; Palazzo Doria Spinola; Palazzo Reale; Palazzo Seranega; Chiesa del Gesù; Piazza De Ferrari e Fontane; Via XX Settembre; Porto Antico “Mandraccio”; Magazzini dell’Abbondanza; Centro Congressi Magazzini del Cotone; La Lanterna; Stazione Marittima; Ponte dei Mille; Forte San Giuliano; Via San Lorenzo; Via Cesarea; Via Garibaldi; Via Roma; Via XXV Aprile; Galleria Mazzini; Via Balbi; Piazza Corvetto e vie limitrofe; Piazza Verdi; Piazza della Vittoria; Viale Brigate Partigiane; Via Marconi; Piazza Caricamento e via Frate Oliverio; Via Pre e vico S. Antonio; Via Giustiniani; Vico Giannini; Vico delle Compere; Piazza De Marini; Via Canneto il Curto; Via delle Palme e Piazza Pittaluga; Lungomare di Pegli; Villa Doria di Pegli.

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    Durante lo svolgimento del G8, Genova fu coinvolta dai tragici e ignobili avvenimenti vissuti a Genova durante il G8 che vide il vertice degli Otto capi di Stato. In quei giorni del luglio del 2001, il sindaco PERICU è stata l’unica figura istituzionale che cerca di fronteggiare la situazione con lucidità e senso della moderazione, anche se è un uomo solo in mezzo all’impazzamento generale.
    Ministri e notabili del governo Berlusconi divisi tra ignavia, incapacità è istigazione alla delinquenza armata; capi militari e delle polizie in contrasto tra loro e senza linee di comando chiare; agenti e soldati spediti a manganellare all’impazzata i manifestanti che sono duecento o trecento mila, però rigorosamente si lasciano lavorare a piacimento i mille-duemila “black-bloc” professionisti della guerriglia arrivati da mezza Europa per scatenare l’inferno. In uno dei momenti di maggiori tensione, Pericu scende in piazza a convincere i capi del movimento no-global (un esercito di cartapesta bellicoso soltanto a parole) a ritirarsi dalla “zona rossa” per non offrire spazio ai provocatori. Non basterà a evitare disastri e tragedie come l’omicidio di Carlo Giuliani, la macelleria messicana delle scuole Diaz e le torture di Bolzaneto ma servirà a tracciare più chiari confini tra i due fronti, quello dei devastatori in tuta nera e quello dei poliziotti tra figurati in squadracce di picchiatori. (Per inciso e per chiudere l’argomento: pur tra infiniti depistaggi e indecenti omertà qualcuno degli agenti massacratori alla fine è stato condannato, mentre non si ha notizia di un solo “black-bloc” che sia stato almeno identificato). (Brano tratto dal libro: “Un racconto elettorale: Il voto e la politica dal 1946 ad oggi a Genova e in Liguria” Erga edizioni.
    Il mio impegno nel Consiglio comunale di quegli anni (dal 1993 al 2002) si è svolto in un periodo economico e sociale molto difficile e complesso per la città di Genova, che era ancora alla ricerca di una nuova strada per uscire dalla situazione di crisi che il precedente declino delle sue attività industriali l’aveva portata. Doveva, la sua amministrazione comunale, insieme alle forze economiche, sociali, sindacali e politiche della città individuare la via d’uscita e cercare il percorso per costruire il futuro nuovo.
    E, in questo, sia la Giunta di Adriano SANSA che quella di Beppe PERICU, con le forze politiche che sostenevano quelle amministrazioni, credo che abbiano contribuito a dare soluzioni adeguate a quella difficile situazione di crisi industriale tanto da ritrovare, a distanza di una decina di anni, una città più bella e con una vocazione industriale e turistica soddisfatta.

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    Io personalmente ho dato il mio contributo in modo particolare sui problemi del trasporto pubblico locale, di quello ferroviario, della viabilità, dei parcheggi e delle zone di sosta della città. Per le mie competenze professionali maturate nelle mie esperienze sindacali e politiche sono stato impegnato anche sulle infrastrutture viarie e ferroviarie. Su questi, come su altri problemi della città ho fatto, a seguito di presentazione di proposte, mozioni di sentimenti, Ordini del giorno, interpellanze e documenti vari, alcune centinaia di proposte e svolto altrettanti interventi nelle Commissioni consigliari e nelle riunioni del Consiglio comunale.
    Nel corso del mio impegno amministrativo sono stato anche delegato dal sindaco alle funzioni di Ufficiale dello Stato Civile, celebrando oltre un centinaio di matrimoni nelle sale di corso Torino, e della Commissione mandamentale per la formazione degli elenchi degli idonei all’ufficio di Giudice Popolare di Corte d’Assise e di Corte d’Assise d’Appello.

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    Grazie alla buona amministrazione, quasi sempre rappresentata dai partiti della Sinistra, e ai tanti lavori di trasformazione realizzati per le Colombiane (1993), per il G8 (2002) e per Genova Capitale Europea della Cultura (2004) è diventata una fra le città più belle città italiane ed anche europee.

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    Di ciò ne fa testimonianza il mensile britannico “Monocle” che, pochi anni fa, ha collocato Genova, unica città italiana, tra le prime 25 metropoli più vivibili del Mondo, e dove “si vive meglio da residenti, indipendentemente dal fascino storico, culturale o turistico”. A livello mondiale, secondo “Monocle”, prima assoluta è Copenhagen seguita da Monaco di Baviera, Tokio “che rimane la megalopoli più vivibile al mondo (La Repubblica-Il Lavoro 22 giugno 2008).
    In base alla guida verde Michelin (Repubblica-Viaggi del 12 giugno 2008) dedicata alle città del nord Italia Genova entra anche nella speciale classifica di città “da non perdere” sotto il profilo turistico ottenendo le mitiche “tre stelle” al pari di Torino, Milano, Venezia, Verona e Ravenna.

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    Nel 2020, secondo un’indagine sul benessere dei territori italiani, condotta dal quotidiano “Sole 24 ore”, Genova per qualità della vita è la migliore di tutta la Liguria; ed entra nella top 20, posizionandosi al 19º posto, celebrando così la riapertura del viadotto sul Polcevera dopo il crollo (agosto 2018) del ponte Morandi.

    L’esperienza di Consigliere comunale di Genova è stata una bellissima esperienza umana, politica e amministrativa che mi ha gratificato non solo per il fatto di essere stato eletto per due cicli amministrativi consecutivi, ma anche per il fatto di aver lavorato in un Gruppo consiliare (PDS prima, DS dopo) formato da “belle” persone: capaci, serie e oneste che si sono prodigati sempre e solo per il bene collettivo e per lo sviluppo e la crescita della nostra Città.

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    Ho svolto l’impegno di Consigliere comunale con tutto l’impegno e la passione politica possibile, utilizzando tutte le mie capacità e conoscenze specifiche specialmente del settore del trasporto pubblico genovese e di quello ferroviario. In  nove anni di Consigliere comunale non ho mai avuto da parte di nessuno l’invito o il consiglio di votare o non votare una qualsiasi delibera o proposta di Giunta o del Consiglio comunale. Ogni “pratica”, discussa e votata nel Consiglio comunale, è sempre stata prima discussa nel gruppo consiliare in modo libero e democratico.

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    L’esperienza di Consigliere comunale di Genova è stata molto bella sotto l’aspetto umano, politico e amministrativo che mi ha gratificato non solo per il fatto di essere stato eletto per due cicli amministrativi consecutivi, ma anche per il fatto che ho lavorato in un Gruppo consiliare (PDS prima, DS dopo) formato da persone capaci, competenti, serie e oneste che si sono prodigate sempre e solo per il bene collettivo e per lo sviluppo e la crescita della Città.

    pastedGraphicL’impegno di Consigliere comunale (dal 1993 al 2002)  che è stato bello, appassionante e politicamente molto gratificante si è svolto in un periodo economico e sociale difficile per Genova che cercava, all’inizio di quegli anni, la strada per uscire dalla situazione di crisi derivante dal declino delle sue attività industriali e commerciali. Doveva, la sua amministrazione comunale, insieme alle forze economiche, sociali, sindacali e politiche della città individuare la via d’uscita e cercare il percorso per costruire il proprio futuro. Sia la Giunta di Adriano SANSA che quella di Beppe PERICU, con i loro Consigli Comunali, hanno contribuito a dare soluzione a quella crisi tanto da ritrovare, a distanza di una decina di anni, una città più bella e con una vocazione industriale e turistica soddisfatta.
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    Per capire le problematicità politiche e amministrative di quegli anni consiglio la lettura  del libro GENOVA NUOVA: La città e il mutamento, che riporta un dialogo tra il giornalista Alberto Leiss e l’ex Sindaco Giuseppe “Beppe” PERICU che, secondo me e non solo, è stato uno dei più capaci sindaci di Genova e che tanto contribuì al miglioramento e alla crescita economica, sociale e culturale della nostra Città. 
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    IL MIO IMPEGNO DI CONSIGLIERE DI CIRCOSCRIZIONE

    Dopo nove anni di Consigliere comunale, ho voluto continuare ad impegnarmi nell’amministrazione del territorio dove vivo, candidandomi nel Consiglio di Circoscrizione della Bassa Valbisagno (Marassi, S. Fruttuoso e Quezzi). Nelle elezioni del maggio 2002 il partito dei DS, dove mi ero candidato, ottenne il 32,51% dei voti e 12 consiglieri (su 30); RC il 7,41% e 2 consiglieri, i Verdi il 2,74% e 1 consigliere, la Margherita il 9,82% e 3 consiglieri. I gruppi di opposizione ottennero: FI 18,28% e 2 seggi, LN 7,16% e 1 seggio e AN il 7,99% e 3 seggi.
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    Nelle elezioni del 25/26 maggio 2002 seppure nella lista dei DS, dove ero candidato, erano presenti molti candidati già operanti e conosciuti nel territorio e nonostante il fatto che a San Fruttuoso ci abitavo da non molti anni, ho ottenuto un buon risultato elettorale risultando eletto con 250 voti di preferenza.
    Il Consiglio di Circoscrizione, a seguito del risultato elettorale, è stato governato da una maggioranza di centrosinistra, con Leonardo (Dino) Cassinese presidente. Io ho svolto il ruolo di capogruppo della lista dei Democratici di Sinistra, contribuendo alla buona gestione della Circoscrizione che vide in quegli anni la realizzazione di diversi interventi migliorativi sul territorio, sull’ambiente, sulla viabilità; e ha agevolato, con congrui finanziamenti, lo sviluppo qualitativo dell’associazionismo del territorio. Con l’intento di “rinnovare” il nuovo Consiglio di Circoscrizione sia Io che il presidente e altri consiglieri del mio gruppo abbiamo rinunciato alla ricandidatura cessando così nel 2007 il mio impegno nella pubblica amministrativa della mia città.
    Il mio impegno politico-amministrativo nella Circoscrizione (dal 2002 al 2007) trova riscontro nei numerosi INTERVENTI che ho tenuto nel suo Consiglio e nei numerosi e qualificati ORDINI DEL GIORNO e PROPOSTE che il mio Gruppo ha proposto e approvato nei cinque anni di impegno.

    IMPEGNO COME PASSIONE POLITICA

    Essendo stato il mio un impegno politico libero e volontario, vissuto sempre come passione politica e come servizio a favore della gente più bisognosa e nell’interesse del bene collettivo, gli introiti derivanti dai gettoni di presenza percepiti come Consigliere comunale li ho versati al mio Partito in misura del 90% dal 1993 al 1997; mentre nel ciclo successivo (1997/2002 li ho versati nella misura del 80% (per le riunioni di Consiglio) e del 50% (per le riunioni di commissioni). Stesso comportamento ho praticato dal 2002 al 2007 nella responsabilità di Consigliere di Circoscrizione che ho svolto, come Capo gruppo, nel Municpio della Bassa Valbisagno (Marassi, S. Fruttuoso e Quezzi). È regola comune che nei DS, così come nel PDS e nel PCI prima, gli eletti nelle varie amministrazioni locali e nel Parlamento hanno tenuto lo stesso comportamento etico e morale! Anche adesso nel nuovo Partito Democratico gli eletti sono tenuti a versare al Partito una parte degli emolumenti percepiti, anche se parte di essi non ottemperano a questa norma.
    Fra le tante centinaia di amici e compagni che ho conosciuto nella mia lunga attività politica, e che hanno avuto o no responsabilità politiche e amministrative, non ho incontrato gente che si è arricchita con la politica! La passione per la politica che ha accompagnato la vita di milioni di persone  sono  la dimostrazione che non tutti hanno fatto o fanno politica “perché fare politica conviene”, come avviene, specialmente in questi ultimi anni e nei diversi livelli politici e amministrativi, innanzi tutto nei partiti di centro-destra!

    Negli anni in cui sono stato impegnato come amministratore pubblico, gli introiti derivanti dai gettoni di presenza percepiti come Consigliere comunale li ho sempre versati al mio Partito (PDS) in misura del 90% dal 1993 al 1997; mentre nel ciclo successivo (1997/2002) i versamenti sono stati dell’80% (per le riunioni di Consiglio) e del 50% (per le riunioni delle commissioni consigliari). Stesso comportamento ho praticato dal 2002 al 2007 come Consigliere di Circoscrizione che ho svolto, come Capo gruppo, nella bassa val Bisagno (Marassi, S. Fruttuoso e Quezzi).
    È stata una regola comune che gli eletti nelle liste del Partito dei Democratici di Sinistra (PDS) e poi dei Democratici di Sinistra (DS), così come è sempre stato nel Partito Comunista Italiano (PCI), gli eletti nelle varie Istituzioni hanno tenuto, come comportamento etico e morale! Anche nel nuovo partito: il Partito Democratico (PD, gli eletti sono tenuti a versare una parte degli emolumenti percepiti, anche se parte di essi da tempo non rispettano più l’impegno firmato! 
    Secondo l’art. 54 della Costituzione:
    “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica 
    e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.
    Sono certo che durante tutto il periodo in cui ho servito il mio Paese, come Consigliere Comunale (1993/2002) e come Consigliere della Circoscrizione Bassa val Bisagno (2002/2007), IO L’HO FATTO CON DISCIPLINA E ONORE!


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    1944 – Settembre 29.30 – Strage di Marzabotto

    L’eccidio di Monte Sole (più noto come strage di Marzabotto, dal maggiore dei comuni colpiti) fu un insieme di stragi compiute dalle truppe naziste in Italia tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, nel territorio di Marzabotto e nelle colline di Monte Sole in provincia di Bologna, nel quadro di un’operazione di rastrellamento di vaste proporzioni diretta contro la formazione partigiana Stella Rossa. La strage di Marzabotto è uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile perpetrati dalle forze armate tedesche in Europa occidentale durante la Seconda guerra mondiale.

    Dopo il Massacro di Sant’Anna di Stazzema commesso il 12 agosto 1944, gli eccidi nazifascisti contro i civili sembravano essersi momentaneamente fermati. Ma il feldmaresciallo Albert Kesselring aveva scoperto che a Marzabotto agiva con successo la brigata Stella Rossa e voleva dare un duro colpo a questa organizzazione e ai civili che la appoggiavano. Già in precedenza Marzabotto aveva subito rappresaglie, ma mai così gravi come quella dell’autunno 1944.
    Capo dell’operazione fu nominato il maggiore Walter Reder, comandante del 16° battaglione corazzato ricognitori della 16. SS-Panzergrenadier-Division 
    Reichsführer SS, sospettato a suo tempo di essere uno tra gli assassini del cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss. La mattina del 29 settembre, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste, comprendenti sia SS che soldati della Wehrmacht, accerchiarono e rastrellarono una vasta area di territorio compresa tra le valli del Setta e del Reno, utilizzando anche armamenti pesanti. «Quindi – ricorda lo scrittore bolognese Federico Zardi – dalle frazioni di Panico, di Vado, di Quercia, di Grizzana, di Pioppe di Salvaro e della periferia del capoluogo le truppe si mossero all’assalto delle abitazioni, delle cascine, delle scuole», e fecero terra bruciata di tutto e di tutti.
    Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa di Santa Maria Assunta, raccogliendosi in preghiera. Irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di mitragliatrice il sacerdote, don Ubaldo Marchioni, e tre anziani. Le altre persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 195 vittime, di 28 famiglie diverse tra le quali 50 bambini. Fu l’inizio della strage. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare fu setacciato dai soldati nazisti e non fu risparmiato nessuno. La violenza dell’eccidio fu inusitata: alla fine dell’inverno fu ritrovato sotto la neve il corpo decapitato del parroco Giovanni Fornasini.
    Fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, dopo sei giorni di violenze, il bilancio delle vittime civili si presentava spaventoso: oltre 800 morti. Le voci che immediatamente cominciarono a circolare relative all’eccidio furono negate dalle autorità fasciste della zona e dalla stampa locale (Il Resto del Carlino)
     indicandole come diffamatorie; furono minimizzate anche presso Mussolini che chiedeva conferme (e che protestò per l’inaudita crudeltà tedesca); solo dopo la Liberazione lentamente cominciò a delinearsi l’entità del massacro.
     
    « La nostra pietà per loro significhi che tutti gli uomini e le donne sappiano vigilare perché mai più il nazifascismo risorga. »

    Articolo ripreso dal sito: www.anpireggioemilia.it

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