L'ETÀ DELLO STUDIO, DELLA GIOVENTÙ E DEL LAVORO


DOVE E COSA HO STUDIATO

Ho frequentato il primo anno delle scuole elementari a Casalnuovo d’Africo, dove sono nato, sospendendole nell’ottobre del 1951 perché il paese era stato abbandonato da tutti gli abitanti a seguito di una devastante alluvione che aveva pressoché distrutto, insieme a quello di Africo, il paese e i territori circostanti. Ho proseguite le elementari dopo un anno nelle nuove e precarie scuole in un vecchio edificio abbandonato nei pressi del “Campo profughi” di Bova Marina, dove le classi erano composte da ragazzi e ragazze nativi di Casalnuovo e di Africo.

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Ultimate le elementari ho frequentato, grazie agli sforzi economici dei miei genitori, le scuole medie presso l’Istituto Salesiano “Don Bosco” di Bova Marina; dove nel 1958 ho conseguito il diploma di scuola media. In quegli anni, fino al 1858, ho alternato lo studio con il gioco del calcio e la frequentazione dei tanti amici casalinoviti (del mio paese) e africoti (di Africo), con i quali abbiamo anche formato una squadra di calcio. Anche se dovevo studiare delle materie, tipo latino e matematica, che mi erano un po’ ostiche, lo studio mi ha appassionato e aiutato anche a formarmi socialmente e culturalmente grazie principalmente ai buoni insegnamenti dei professori salesiani della Scuola Media “Don Bosco” di Bova Marina.



GLI ANNI GIOVANILI

Dopo i miei quindici anni di vita, la a mia gioventù l’ho trascorsa a Manesseno (Sant’Olcese-GE), dove ho vissuto bene sia perchè mi sono trovato a vivere in una comunità che non mi ha mai fatto sentire “furestu” o immigrato, sia perché mi sono trovato a fare esperienze di vita insieme a tanti coetanei diventati poi dei cari amici. L’intolleranza, la diffidenza verso “gli altri” o comportamenti razzistici non li ho mai conosciuti anche perché ho vissuto e frequentato ambienti composti in prevalenza da operai di formazione antifascista e democratica. Genova comunque è sempre stata, com’è tuttora, una città aperta, civile, tollerante e solidale: una vera città moderna, europea e cosmopolita.
Nel 1963 e 1964 sono stato donatore di sangue presso l’Avis di Serra Riccó e poi ho cessato FI farlo sia per la difficoltà del trasporto che per gli impegni di lavoro. Ho continuato a dare il sangue solo in alcune situazioni particolari.
A Manesseno ho incominciato a frequentare la Società Mutuo Soccorso “L’Unione” e dal 1967 al 1970 sono diventato socio.


IL LAVORO

Appena giunto a Genova ho cercato subito lavoro e, anche se in modo discontinuo, dall’età di 15 anni in poi, ho sempre lavorato, salvo il periodo del servizio militare, tra l’8 aprile 1964 e il 30 giugno 1965. Ho incominciato a lavorare appena giunto a Genova in una piccola officina di Sampierdarena, dove si costruivano dei barattoli di latta.
Nel 1960, quando lavoravo in una officina dove si ricostruivano bidoni per combustibili, alle “Bratte” di Bolzaneto, ho preso la mia prima tessera del Sindacato FILCEA (Vetro e Ceramica) aderente alla CGIL. Avendo letto il giornale comunista
L’Unità dai compagni di lavoro. gradualmente sono diventato un suo lettore incominciando ad informarmi sugli avvenimenti italiani e degli altri paesi e ad interessarmi della politica.
Dal settembre del 1960 ho incominciato a frequentare il Circolo della 
Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) di Manesseno-S. Olcese (Ge), e frequentando il circolo ho trovato anche tanti nuovi amici con i quali ho condiviso tante attività sociali e ricreative.

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Nel 1961, ho lavorato in una media azienda di lavorazione di tubi per impianti industriali, a Teglia. Ho poi lavorato in una azienda dove si realizzavano, in una raffineria di petrolio di San Quirico, impianti di tubazioni industriali; all’Oarn (Riparazioni navali) nel porto; in una ditta di idraulica all’interno dell’Ansaldo meccanico di Sampierdarena, della Siac di Cornigliano e dell’ospedale di San Martino. Quando lavoravo a Teglia mi sono iscritto al sindacato Fiom-Cgil e ho preso anche la mia prima tessera del Pci.
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Ho anche lavorato in una ditta che faceva impianti di riscaldamento nelle abitazioni. Inoltre ho lavorato per alcuni giorni in una fonderia e in una ditta edile, prima che mia mamma mi facesse dimettere per la fatica e la pesantezza ambientale di quel lavoro.

SOCIALITÀ

Tra il 1968 e il 1970 con i tanti amici di allora, con i quali ci si divertiva andando a ballare, al cinema, a giocare al pallone, a fare delle scampagnate, ecc., abbiamo dato vita, all’interno della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Manesseno, al Circolo Ricreativo Culturale "L'Unione" e al “Circolo del cinema”, dei quali sono stato presidente. Tra le tante iniziative intraprese dai due circoli: la riorganizzazione della biblioteca della Società, rinforzata da molti altri libri, e l’organizzazione di una “prima” nazionale col regista cinematografico Giuliano Montaldo.

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Il lavoro per me è sempre stato un valore e non solo un bisogno; come era nel sentimento comune delle generazioni di quegli anni. E grazie al lavoro ho potuto contribuire al soddisfacimento delle esigenze di vita della mia famiglia, che era formata oltre che dai miei genitori dalle mie sorelle ancora in età giovanile.
Successivamente, avendo trovato lavoro nel settore metalmeccanico, dove ho lavorato per diversi anni anche se in aziende diverse, e prima di andare a fare il servizio militare, mi sono iscritto alla FIOM-CGIL; tessera che ho rinnovato finché non sono andato a lavorare, per concorso, nelle FS.






IL LAVORO E GLI STUDI DI RAGIONERIA E UNIVERSITARI

Nei primi anni del 1960, mentre lavoravo, ho frequentato dei corsi serali di dattilografia e di lingue: francese e inglese. Nel 1971 mi sono iscritto ai corsi serali di Ragioneria presso l'Istituto (privato) “Vilfredo Pareto” di Sampierdarena. I primi quattro anni li ho completati in due anni; mentre l'ultimo anno (il terzo) l'ho fatto presso l’Istituto “Vittorio Emanuele II” di Genova, dove ho conseguito, nel 1974, il diploma di ragioniere e perito commerciale.
Ultimati gli studi di ragioneria, nel 1975 mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Genova. Tra il 1976 e il 1983, mentre lavoravo in ferrovia, ho frequentato con una certa assiduità alcuni corsi per me di particolare interesse tenuti da eccellenti professori come Giuliano Carlini e Mauro Palumbo (con i quali ho frequentato alcuni corsi di sociologia), Fausto Cuocolo, Stefano Monti Bragadin, G. Verardo, Paolo Emilio Taviani e altri. In tale periodo ho superando dodici esami prima di abbandonare gli studi per privilegiare maggiormente il lavoro e gli accresciuti impegni sindacali e politici che, nel frattempo avevo assunto: segretario della sezione dei ferrovieri del PCI, e membro della segreteria provinciale dello SFI (Sindacato Ferrovieri Italiani): il sindacato dei ferrovieri della CGIL. Fra gli esami superati ricordo con piacere che gli unici esami superati col 30 e lode sono stati quelli di storia dei movimenti e partiti politici e di storia dei movimenti sindacali.
C’è da dire che lo studio per le diverse materie, a partire da quelle storiche e umanistiche, mi ha sempre appassionato e mi ha dato la possibilità di formarmi delle idee personali sulla vita, sulla storia dell’umanità e delle diverse forme sociali, contribuendo in modo notevole alla formazione della mia “coscienza” civica e alla mia successiva collocazione politica, a Sinistra. La lettura di tantissimi libri di vario genere ha contribuito nel tempo alla mia migliore formazione politica, sociale e culturale.

IL “SERVIZIO MILITARE”

Dopo aver superato la selezione attitudinale il 24 luglio 1963, questa utile esperienza di vita l’ho realizzata nell’Esercito Italiano con la chiamata alle armi dall’8 aprile 1964 nel 48º Reggimento Fanteria “Ferrara” CAR, 16ª Compagnia 1º Plotone, IV squadra di Barletta (BA); e poi dall’11 giugno 1964 al 59º Reggimento Fanteria “Calabria” di Palmanova (UD) con l’incarico di mortaista da 81.Col grado di soldato, il periodo militare l’ho ultimato il 30 giugno 1965.

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Sono stati anni di particolare interesse per la mia formazione fisica alla quale hanno contribuito in modo significativo sia le esercitazioni in caserma che i campi invernali ed estivi fatti sugli altopiani di Asiago e in altre località alpine. Di quella esperienza anche la mia formazione sociale e umana si è arricchita notevolmente grazie anche alla frequentazione "cameratesca" di tanti miei coetanei provenienti da tante regioni diverse.







PERCHÉ FERROVIERE

È stata mia mamma, quando ero a fare il servizio militare, ad informarmi e a farmi partecipare ad un concorso per manovale nelle Ferrovie dello Stato, inviandomi i moduli necessari per poter fare domanda.
Dopo aver superato le prove scritte: un tema e un problema di matematica, ed essere risultato anche fisicamente idoneo, sono stato assunto nel 1968 incominciando a lavorare nella stazione di Genova-Brignole dove, nel tempo, ho svolto le mansioni di: Manovale-Deviatore-Manovratore-Assistente di stazione-Capo Gestione. Lavoro spesso non molto gratificante per la ripetivitá delle mansioni svolte; ma piacevole e soddisfacente per le modalità del suo svolgimento in un bell’ambiente sociale e lavorativo composto da tanti nuovi e cari colleghi di lavoro. Dopo aver lavorato nei primi mesi in turni comprendenti quasi sempre la Domenica; in seguito il mio lavoro era organizzato nei turni cosiddetti “In terza” che prevedeva di lavorare il pomeriggio (13/20), il mattino (06/13 del giorno successivo) e la notte (20/06) dello stesso giorno, fino al mattino del giorno successivo; col libero notte, dello stesso giorno, e il riposo del giorno dopo; e così via.
Con "l’entrata" in Ferrovia, oltre ad aver “conquistato” un posto di lavoro fisso, ho anche cessato di trascorrere periodi di disoccupazione e di precarietà del lavoro in aziende che con la conclusione delle “commesse” chiudevano anche i rapporti di lavoro con i loro dipendenti.
Questo lavoro, in turno, l’ho svolto, salvo i giorni di ferie, fino al 1985 quando, dopo essere stato eletto nel Consiglio direttivo del Dlf e “distaccato” dal lavoro, ho lavorato solo durante la giornata lavorativa.
In quel periodo sono stato per alcuni anni, componente della segreteria provinciale del sindacato ferrovieri (SFI) della CGIL.
Durante la mia permanenza lavorativa alla stazione di Genova Brignole (dal 1969 al 1985), prima di essere impegnato nella direzione del DLF, ho partecipato attivamente alla vita sindacale nel mio impianto (Stazione FS di Brignole), in qualità di delegato sindacale sono stato eletto nel Consiglio d’impianto della Stazione di Genova Brignole e in seguito sono stato delegato sindacale per diversi anni. In tutte le tornate elettorali sono stato eletto sempre tra i primi candidati. In quel periodo sono stato per alcuni anni nella segreteria provinciale del sindacato ferrovieri (SFI) della CGIL, partecipando alle tante battaglie sindacali tra le quali mi piace ricordare quella per la creazione di un’azienda si trasporto ferroviario e non più azienda autonoma delle FS.
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Sono molto contento di aver fatto il ferroviere, che è stata storicamente una categoria di lavoratori che ha avuto nella sua storia sociale e politica del nostro Paese un’importante ruolo per la democrazia, per migliori condizioni di vita dei lavoratori e per il forte suo impegno nella lotta contro il regime fascista prima, e contro il nazifascismo tra il settembre del 1943 e il 25 aprile 1945.
Al termine di tutti questi impegni di lavoro, al maturare dei limiti previsti per il pensionamento, ho finito di lavorare negli ultimi anni del secolo scorso, anche se ho continuato il mio impegno nel Dlf fino al 2000 per poi dedicarmi esclusivamente nel mio impegno politico e amministrativo come Consigliere comunale fino al 2092 e poi di Consigliere di Circoscrizione fino al 2007.

La mia soddisfazione di aver lavorato nelle FS deriva sia per l'importante e bella esperienza lavorativa e professionale che ho svolto, che per le diverse esperienze sindacali e politiche alle quali ho avuto l'opportunità di partecipare in modo attivo nella stazione Brignole, insieme a tantissimi amici e compagni di quell’importante stazione ferroviaria. Negli anni in cui ho lavorato a Brignole sono stato eletto continuamente nel Consiglio sindacale dei delegati (sempre nei primi posti degli eletti) della Cgil. Grazie alle mie diverse attività: lavorative, sindacali, politiche, e nel Dlf che ho svolto nei venticinque anni di lavoro nelle FS, ho conosciuto molte centinaia di colleghi di lavoro conosciuti e frequentati negli impianti ferroviari della provincia di Genova e anche a livello nazionale.

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