L'IMPEGNO SOCIALE E POLITICO

ATTIVITÀ RICREATIVE, SOCIALI E CULTURALI

Tra il 1964 e il 1968 con i tanti amici di allora, con i quali ci si divertiva stando insieme, andando a ballare, al cinema, a giocare al pallone, a fare delle scampagnate, ecc., abbiamo dato vita all'interno della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Manesseno, al Circolo Ricreativo Culturale "L'Unione" e al "Circolo del cinema", dei quali sono stato presidente.

Tra le tante iniziative intraprese dai due circoli: la riorganizzazione della biblioteca della Società, rinforzata da molti altri libri, e l'organizzazione di una "prima" nazionale col regista cinematografico Giuliano Montaldo.

È stata una esperienza culturale, sociale e umana, che ricordo con piacere e con estrema soddisfazione, anche perché quell'attività risentiva e si inquadrava nei fermenti e nelle idealità sociali e culturali che dettero vita al movimento del 1968.

Circolo ricreativo

CON L'ARCI, IL TEATRO DI DARIO FÒ E FRANCA RAME

Teatro Dario Fo

Nei primi anni del 1970, poiché mia sorella Carmen era impiegata (e impegnata) nell'ARCI provinciale di Genova, con Mara Ciommei presidente, ho contribuito all'organizzazione di alcuni eventi dell'Associazione.

Di particolare interesse è stata l'esperienza del teatro in piazza che vide il Gruppo Teatrale "Nuova Scena" creato, oltre che da Dario Fo e Franca Rame, da Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi, portare spettacoli teatrali nelle piazze e nei teatri di tutt'Italia, a prezzi popolari, con l'obiettivo di ritornare alle origini popolari del teatro e alla sua valenza sociale.

Con l'ARCI, ho partecipato alla gestione di alcuni di questi spettacoli a Genova, presentati al teatro della Gioventù e in altri teatri delle periferie della città. I principali lavori teatrali del gruppo sono stati: Mistero Buffo; Morte accidentale di un anarchico; Settimo: Ruba un po' meno; Ci ragiono e canto; Isabella, tre caravelle e un cacciaballe; La signora è da buttare; Parliamo di donne (interpretata dalla sola Franca Rame); e altri.

Nella "giullarata" Mistero Buffo, Dario Fo era l'unico attore in scena, e recitava una fantasiosa rielaborazione di esti antichi in grammelot, traendone una satira tanto divertente quanto affilata.

Il grammelot, linguaggio teatrale che si rifà alle improvvisazioni giullaresche e alla Commedia dell'arte, è costituito da suoni che imitano il ritmo e l'intonazione di uno o più idiomi reali con intenti parodici. Nel caso specifico di Mistero buffo, il linguaggio utilizzato da Fo era una mescolanza dei vari dialetti della pianura padana.

Mistero buffo costituisce, per certi versi, il modello di quel quasi-genere che si è soliti definire "teatro di narrazione". Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta, Fo si schierò con le organizzazioni extraparlamentari di estrema sinistra e fondò il collettivo "La Comune", attraverso il quale tentò con grande passione di stimolare il teatro di strada.

Ricordo con piacere, e ancora con mia viva sorpresa, l'acquisto di un cappello da prete che ho dovuto fare per uno spettacolo del gruppo. Poiché per uno spettacolo teatrale a Dario FO serviva un cappello da prete, sono stato delegato all'acquisto. Per fare questa cosa: unica e inedita, mi sono recato in un negozio di oggetti e abbigliamenti religiosi, che allora si trovava in via San Vincenzo, e dicendo che mi aveva inviato il parroco della mia parrocchia, ho acquistato questo gran cappello da prete, dopo avermelo misurato per diverse volte.

IL MIO SINDACATO

Sono iscritto alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL): l'organizzazione dei lavoratori italiani rinata, dopo il ventennale regime fascista, col "Patto di Roma" il 3 giugno 1944. Suoi massimi dirigenti erano: Giuseppe Di Vittorio (PCI), Achille Grandi (DC) ed Emilio Canevari (PSI).

La mia prima tessera del Sindacato FILCEA (Vetro e Ceramica), aderente alla CGIL, l'ho fatta nel 1960 quando lavoravo in una officina di lavorazione di bidoni metallici per il petrolio alle "Bratte" di Bolzaneto.

Tessera 1960 FILCCEA-CGIL
Tessera 1963 FIOM-CGIL
Tessera 1970 SFI-CGIL
Tessera 1981 FILT-CGIL

Successivamente, ho lavorato per alcuni anni in un'azienda metallurgica di Teglia, dove si lavoravano i tubi di medie e grandi dimensioni da installare in aziende industriali, e lì mi sono iscritto alla FIOM-CGIL; tessera che ho rinnovato finché non sono andato nel 1968 nelle FS.

Dal 1970 mi sono iscritto al Sindacato Ferrovieri Italiani (SFI), iscrizione che ho rinnovato ininterrottamente fino al 1980 quando nel congresso fondativo del 1980 il SFI ha dato vita insieme ad altri sindacati dei trasporti (autoferrotranvieri, marittimi, aviazione civile, portuali, facchini e trasportatori) alla Federazione Italiana Lavoratori dei Trasporti (FILT), aderente alla CGIL.

Nella stazione di Genova-Brignole, dove sono stato assunto e dove ho lavorato fino alla fine del 1985, quando sono andato a lavorare al Dopolavoro Ferroviario (Dlf), ho partecipato attivamente alla vita sindacale nel mio impianto. Per diversi anni sono tra gli organizzatori del tesseramento al mio sindacato: lo SFI-CGIL, che è stato come tesserati il maggior sindacato della stazione, ma anche delle altre categorie professionali (verificatori, macchinisti, personale viaggiante, impianti elettrici, officina deposito locomotive, lavori, ecc.) che operavano nell'ambito della stazione.

Per molti anni sono stato delegato sindacale ed eletto nel Consiglio d'impianto della Stazione di Genova Brignole, che era composto dai rappresentanti eletti dei sindacati unitari. In ogni votazione sono stato eletto sempre con alte preferenze.

A Brignole ho lavorato insieme a molte centinaia di colleghi, gran parte dei quali sono diventati anche degli amici con i quali ho avuto nel tempo bei rapporti umani e sociali. Nel mio impegno sindacale e politico a Brignole ho avuto validi e capaci compagni e colleghi di sindacato, come Goffredo Riccelli, Alberto Apuzzo, Gianni Cini, Luciano Formica, Francesco Coniglio, e tanti altri, con i quali ci siamo impegnati con serietà, competenza e passione a risolvere le vertenze della stazione e sui problemi sindacali della categoria.

Tra le tante iniziative sindacali promosse dai delegati sindacali della stazione ricordo con soddisfazione e piacere lo sciopero che nel giugno del 1985 abbiamo organizzato, come delegati della Cgil, contro i tagli di quattro punti della scala mobile dell'allora governo capeggiato da Bettino Craxi.

Nella metà degli anni '70, e fino alla fine del 1979, sono stato membro della segreteria provinciale dello SFI-CGIL, partecipando attivamente e continuamente all'attività sindacale del mio sindacato. È di quegli anni la più importante battaglia sindacale dei sindacati unitari dei ferrovieri per la trasformazione dell'Azienda autonoma delle FS in soggetto economico autonomo per il trasporto ferroviario.

Come componente della segreteria dello SFI (dal 1981 FILT) ho tenuto negli impianti ferroviari della provincia di Genova centinaia di riunioni e assemblee per discutere le varie vertenze sindacali della categoria le diverse fasi dei rinnovi contrattuali e i temi congressuali del settore.

Il mio impegno sindacale a livello provinciale è cessato all'inizio degli anni '80 perché avevo deciso di dedicarmi prioritariamente all'attività politica impegnandomi nella sezione dei ferrovieri del PCI, senza comunque rinunciare all'impegno di delegato sindacale nella stazione di Brignole.

Quando poi nell'inverno del 1985 sono stato eletto nel Consiglio direttivo del Dopolavoro Ferroviario (Dlf) e sono andato a lavorare, col "distacco" sindacale, a Principe, ho dovuto lasciare quell'impegno che avevo vissuto con interesse e passione. Io mio rapporto col mio sindacato è continuato nel tempo con la continua iscrizione al sindacato della Filt-Cgil.

Attività sindacale
Assemblea sindacale
Convegno sindacale

Da quando sono in pensione sono naturalmente iscritto al Sindacato Pensionati Italiani (SPI-CGIL), e seguo con interesse le attività sociali attraverso il suo giornale LiberEtà.

VOLONTARIO ALLE FESTE DE L'UNITÀ

Per oltre una trentina di anni sono stato un "volontario" alle Feste dell'Unità; sia a quelle territoriali che alle feste provinciali organizzate quasi sempre in Piazzale Kennedy o all'interno della Fiera del Mare.

La prima festa provinciale alla quale ho partecipato si è svolta alla fine degli anni '60 con la sezione di Manesseno con uno stand nel quale vendevamo panini col salame di S. Olcese e vino bianco di Coronata. Ovviamente tutte le feste de L'Unità erano organizzate, col lavoro volontario e gratuito dai militanti del PCI e di altri volontari per cercare con i guadagni dai ristoranti e da alcune attività ludiche, dei finanziamenti per sostenere L'Unità.

Per molti anni sono stato organizzatore dello stand della tombola, gioco che avevo introdotto per la prima volta nella Festa provinciale nel 1987, quando ero segretario della sezione dei ferrovieri comunisti ed ero impegnato nel Dlf come responsabile dei Circoli e delle attività ricreative.

Per il gioco abbiamo utilizzato la tombola del circolo del Dlf di San Fruttuoso e, dall'anno successivo, una tombola grande e con i numeri che si accendevano alla sua chiamata, costruita dai compagni ferrovieri della cellula dell'officina del deposito Locomotive di Rivarolo. Con questa attività la mia sezione, e in seguito anche con i militanti della sezione Jursè Buranello di Sampierdarena, abbiamo organizzato il gioco anche nell'ultima festa nazionale de L'Unità del 2004, riuscendo a "guadagnare" ogni anno, molte decine di milioni di lire, finché c'era la lira, e in euro dopo.

Fino alla sua chiusura, dovuta al peggior segretario del PD e dell'intera sinistra italiana che ha determinato la sua chiusura, L'Unità è stato il giornale di tutti i democratici e i riformisti che vogliono difendere e consolidare la libertà e la democrazia nel nostro Paese e per difendere la giustizia sociale.

Durante la sua esistenza, L'Unità, che ha svolto un ruolo importante per il rinnovamento e il rafforzamento della cultura e della presenza politica dei democratici nel nostro Paese, è stato continuamente uno strumento di discussione, una palestra d'idee, un luogo di confronto con la realtà che si trasforma e che vuole rinnovarsi.

Da lettore "storico" de L'Unità, una cosa per me è tutt'ora certa: senza L'Unità sarebbe stata duramente colpita l'autonomia politica e culturale della sinistra italiana.

Festa de L'Unità

LA MIA ATTIVITÀ NEL DOPOLAVORO FERROVIARIO

Nell'estate del 1985, mentre lavoravo come assistente di stazione a Genova-Brignole, ed ero delegato sindacale, il mio sindacato (la Filt-CGIL) mi ha proposto di candidarmi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo del Dopolavoro Ferroviario (DLF) di Genova: l'associazione per il tempo libero dei ferrovieri, dei loro famigliari e di tutti gli altri lavoratori che volevano partecipare alle sue varie attività.

PRIMA ELEZIONE NEL CONSIGLIO DEL DLF

Alle elezioni tenute nel novembre del 1985 ho ottenuto 488 voti; risultando il 4^ degli eletti della lista "DLF: verso il 2000", emanata dalla Filt-Cgil. Più di me, avevano ottenuto voti: Nicolò Coppolino (997 voti), Vittorio Tagliatti (604 voti) e Danilo Bonamigo (593 voti); tutti e tre già impegnati da anni nel Dlf.

Il più votato, dopo di me, fra gli altri sessanta candidati delle liste collegate alla Cgil, Cisl, UIL e autonomi il 5° degli eletti aveva ottenuto 317 voti.

A seguito delle elezioni, essendo stato, in quanto consigliere, "distaccato" dal lavoro ho iniziato un lungo impegno nel Dlf assumendo nel tempo diversi ruoli di responsabilità. Primo fra questi è stato quello di responsabile delle relazioni sociali, dei circoli e delle attività ricreative del Dlf.

In quel periodo il Dlf, con Coppolino presidente, gestiva, a parte le tante attività per il tempo libero, come i gruppi Scacchi, Dama, Biliardo, a carte (scopone e cirulla) Tornei di carte e di biliardo, i circoli ricreativi di Principe, Sampierdarena, Pontedecimo, Rivarolo, Sestri Ponente Don Minetti (che erano gestiti dai rispettivi Comitati di Circolo), il cinema ABC di Sampierdarena e il cinema-teatro Albatros di Rivarolo.

Tra le attività ricreative, insieme al circolo nautico di Vesima si gestivano anche le attività del biliardo, e tutte quante facevano capo ai comitati dei soci dei circoli e delle varie attività ricreative. La vita sociale dei Circoli era diretta dai Comitati di Circolo che venivano eletti da tutti gli associati: ferrovieri e frequentatori.

Elezioni DLF

LA RESPONSABILITÀ DEL GIORNALE DEL DLF "SUPERBA"

Dal febbraio del 1986 ho iniziato, fino all'aprile del 1999, il mio impegno nel periodico mensile del DLF "SUPERBA" col mio primo articolo pubblicato: Il Circolo nel Dlf. "Superba" era nato nel marzo del 1968 da un'idea dell'allora presidente del Dlf, Giuliano Retteghieri, e con la direzione di Millo Balduzzi.

Dal gennaio del 1988, dopo la rinuncia di Millo Balduzzi a dirigere il giornale del Dlf "Superba" ho assunto la direzione della redazione del giornale.

Nel tempo, ho trasformato il giornale da semplice bollettino d'informazione interna a una vera rivista d'informazione. La volontà di creare uno spazio di ricerca e di dibattito interno nel DLF e nella Città sui temi propri dei lavoratori delle FS, nonché sui temi più generali della città, ha fatto si che a collaborare con Superba siano state coinvolte anche parecchie autorevoli personalità della cultura e della società genovese.

Tra i tanti collaboratori, ricordo: il prof. L.M. De Bernardis (Presidente dell'Istituto storico della Resistenza), Emanuele Dotto (Giornalista Rai), la poetessa e scrittrice Elena Bono (presidente del Premio letterario "Superba"), la poetessa Margherita Faustini (giurata dello stesso premio "Premio"), Arnaldo Bagnasco (giornalista Rai, e presidente di Palazzo Ducale), il Prof. Dott. Agostino Zunino (economista), Renzo Trotta (giornalista Rai e regista teatrale), Bianca Costa Bozzo (Presidente Centro di Solidarietà Genova), Umberto Rossi (giornalista e critico cinematografico, e dal maggio 1989 direttore di "Superba"), Beppe Pericu, sindaco di Genova, Claudio Montaldo (vicesindaco di Genova).

Molti numerosi sono stati contributi di dirigenti del Compartimento Fs di Genova, di sindacalisti dei ferrovieri, e così via. Superba ha avuto una tiratura anche di 14.000 copie, diventando gradualmente un giornale aperto ai problemi della categoria e della Città, che informa, dibatte e discute.

Dal 1998, "Superba" oltre che ad aver assunto una forma più ridotta e una nuova veste grafica, curata da professionisti capaci ed esperti come Roberta Lagustena e Flavio Azzarelli, si è rinnovata anche nella sostanza con nuovi e maggiori contenuti associativi, sociali, culturali.

Anche se con dispiacere, nell'aprile del 1999 ho dovuto lasciare la responsabilità della redazione di Superba anche perché i miei maggiorati impegni nel Consiglio comunale di Genova, mi lasciavano poca disponibilità di tempo.

Giornale Superba 1
Giornale Superba 2