L’ETÀ DELL'IMPEGNO SOCIALE E SINDACALE


ATTIVITÀ RICREATIVE, SOCIALI E CULTURALI

Tra il 1964 e il 1968 con i tanti amici di allora, con i quali ci si divertiva stando insieme, andando a ballare, al cinema, a giocare al pallone, a fare delle scampagnate, ecc., abbiamo dato vita all’interno della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Manesseno, al Circolo Ricreativo Culturale "L'Unione" e al “Circolo del cinema”, dei quali sono stato presidente. Tra le tante iniziative intraprese dai due circoli: la riorganizzazione della biblioteca della Società, rinforzata da molti altri libri, e l’organizzazione di una “prima” nazionale col regista cinematografico Giuliano Montaldo.

È stata una esperienza culturale, sociale e umana, che ricordo con piacere e con estrema soddisfazione, anche perché quell’attività risentiva e si inquadrava nei fermenti e nelle idealità sociali e culturali che dettero vita al movimento del 1968.
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CON L’ARCI IL TEATRO DI DARIO FÒ E FRANCA RAME

Nei primi anni del 1970, poiché mia sorella Carmen era impiegata (e impegnata) nell’ARCI provinciale di Genova, con Mara Ciommei presidente, ho contribuito all’organizzazione di alcuni eventi dell’Associazione. Di particolare interesse è stata l’esperienza del teatro in piazza che vide il Gruppo Teatrale “Nuova Scena” creato, oltre che da Dario Fo e Franca Rame, da Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi, portare spettacoli teatrali nelle piazze e nei teatri di tutt’Italia, a prezzi popolari, con l’obiettivo di ritornare alle origini popolari del teatro e alla sua valenza sociale.

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Con l’ARCI, ho partecipato alla gestione di alcuni di questi spettacoli a Genova, presentati al teatro della Gioventù e in altri teatri delle periferie della città. I principali lavori teatrali del gruppo sono stati: Mistero Buffo; Morte accidentale di un anarchico; Settimo: Ruba un pò meno; Ci ragiono e canto; Isabella, tre caravelle e un cacciaballe; La signora è da buttare; Parliamo di donne (interpretata dalla sola Franca Rame); e altri.
Nella “giullarata” Mistero Buffo, Dario Fo era l’unico attore in scena, e recitava una fantasiosa rielaborazione di esti antichi in grammelot, traendone una satira tanto divertente quanto affilata. Il grammelot, linguaggio teatrale che si rifà alle
improvvisazioni giullaresche e alla Commedia dell'arte, è costituito da suoni che imitano il ritmo e l'intonazione di uno o più idiomi reali con intenti parodici. Nel caso specifico di Mistero buffo, il linguaggio utilizzato da Fo era una mescolanza dei vari dialetti della pianura padana. Mistero buffo costituisce, per certi versi, il modello di quel quasi-genere che si è soliti definire "teatro di narrazione". Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta, Fo si schierò con le organizzazioni extraparlamentari di estrema sinistra e fondò il collettivo "La Comune", attraverso il quale tentò con grande passione di stimolare il teatro di strada.
Ricordo con piacere, e ancora con mia viva sorpresa, l’acquisto di un cappello da prete che ho dovuto fare per uno spettacolo del gruppo. Poiché per uno spettacolo teatrale a Dario FO serviva un cappello da prete, sono stato delegato all’acquisto. Per fare questa cosa: unica e inedita, mi sono recato in un negozio di oggetti e abbigliamenti religiosi, che allora si trovava in via San Vincenzo, e dicendo che mi aveva inviato il parroco della mia parrocchia, ho acquistato questo gran cappello da prete, dopo avermelo misurato per diverse volte.

IL MIO SINDACATO

Sono iscritto alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL): l’organizzazione dei lavoratori italiani rinata, dopo il ventennale regime fascista, col “Patto di Roma” il 3 giugno 1944. Suoi massimi dirigenti erano: Giuseppe Di Vittorio (PCI), Achille Grandi (DC) ed Emilio Canevari (PSI). La mia prima tessera del Sindacato FILCEA (Vetro e Ceramica), aderente alla CGIL, l’ho fatta nel 1960 quando lavoravo in una officina di lavorazione di bidoni metallici per il petrolio alle “Bratte” di Bolzaneto.
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Successivamente, ho lavorato per alcuni anni in un’azienda metallurgica di Teglia, dove si lavoravano i tubi di medie e grandi dimensioni da installare in aziende industriali, e lì mi sono iscritto alla FIOM-CGIL; tessera che ho rinnovato finché non sono andato nel 1968 nelle FS.
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Dal 1970 mi sono iscritto al Sindacato Ferrovieri Italiani (SFI), iscrizione che ho rinnovato ininterrottamente fino al 1980 quando nel congresso fondativo del 1980 il SFI ha dato vita insieme ad altri sindacati dei trasporti (autoferrotranvieri, marittimi, aviazione civile, portuali, facchini e trasportatori) alla Federazione Italiana Lavoratori dei Trasporti (FILT), aderente alla CGIL.
Nella stazione di Genova-Brignole, dove sono stato assunto e dove ho lavorato fino alla fine del 1985, quando sono andato a lavorare al Dopolavoro Ferroviario (Dlf), ho partecipato attivamente alla vita sindacale nel mio impianto. Per diversi anni sono tra gli organizzatori del tesseramento al mio sindacato: lo SFI-CGIL, che è stato come tesserati il maggior sindacato della stazione, ma anche delle altre categorie professionali (verificatori, macchinisti, personale viaggiante, impianti elettrici, officina deposito locomotive, lavori, ecc.) che operavano nell’ambito della stazione.

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Per molti anni sono stato delegato sindacale ed eletto nel Consiglio d’impianto della Stazione di Genova Brignole, che era composto dai rappresentanti eletti dei sindacati unitari. In ogni votazione sono stato eletto sempre con alte preferenze.
A Brignole ho lavorato insieme a molte centinaia di colleghi, gran parte dei quali sono diventati anche degli amici con i quali ho avuto nel tempo bei rapporti umani e sociali. Nel mio impegno sindacale e politico a Brignole ho avuto validi e capaci compagni e colleghi di sindacato, come Goffredo Riccelli, Alberto Apuzzo, Gianni Cini, Luciano Formica, Francesco Coniglio, e tanti altri, con i quali ci siamo impegnati con serietà, competenza e passione a risolvere le vertenze della stazione e sui problemi sindacali della categoria.Tra le tante iniziative sindacali promosse dai delegati sindacali della stazione ricordo con soddisfazione e piacere lo sciopero che nel giugno del 1985 abbiamo organizzato, come delegati della Cgil,contro i tagli di quattro punti della scala mobile dell’allora governo capeggiato da Bettino Craxi. 
Nella metà degli anni ’70, e fino alla fine del 1979, sono stato membro della segreteria provinciale dello SFI-CGIL, partecipando attivamente e continuamente all’attività sindacale del mio sindacato. È di quegli anni la più importante battaglia sindacale dei sindacati unitari dei ferrovieri per la trasformazione dell’Azienda autonoma delle FS in soggetto economico autonomo per il trasporto ferroviario. Come componente della segreteria dello SFI (dal 1981 FILT) ho tenuto negli impianti ferroviari della provincia di Genova centinaia di riunioni e assemblee per discutere le varie vertenze sindacali della categoria le diverse fasi dei rinnovi contrattuali e i temi congressuali del settore.

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Il mio impegno sindacale a livello provinciale è cessato all’inizio degli anni ’80 perché avevo deciso di dedicarmi prioritariamente all’attività politica impegnandomi nella sezione dei ferrovieri del PCI, senza comunque rinunciare all’impegno di delegato sindacale nella stazione di Brignole.
Quando poi nell’inverno del 1985 sono stato eletto nel Consiglio direttivo del Dopolavoro Ferroviario (Dlf) e sono andato a lavorare, col “distacco” sindacale, a Principe, ho dovuto lasciare quell’impegno che avevo vissuto con interesse e passione. Io mio rapporto col mio sindacato è continuato nel tempo con la continua iscrizione al sindacato della Filt-Cgil.

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Da quando sono in pensione sono naturalmente iscritto al Sindacato Pensionati Italiani (Spi-CGIL), e seguo con interesse le attività sociali attraverso il suo giornale LiberEtá.
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VOLONTARIO ALLE FESTE DE L’UNITÀ

Per oltre una trentina di anni sono stato un “volontario” dlle Feste dell’Unità; sia a quelle territoriali che alle feste provinciali organizzate quasi sempre in Pizzale Kennedy o all’interno della Fiera del Mare. La prima festa provinciale alla quale ho partecipato si è svolta alla fine degli anni ‘60 con la sezione di Manesseno con uno stand nel quale vendevamo panini col salame di S. Olcese e vino bianco di Coronata. Ovviamente tutte le feste de L’Unita erano organizzate, col lavoro volontario e gratuito dai militanti del PCI e di altri volontari per cercare con i guadagni dai ristoranti e da alcune attività ludiche, dei finanziamenti per sostenere L’Unitá.
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Per molti anni sono stato organizzatore dello stand della tombola, gioco che avevo introdotto per la prima volta nella Festa provinciale nel 1987, quando ero segretario della sezione fei ferrovieri comunisti e d ero impegnato nel Dlf come responsabile dei Circoli e delle attività ricreative. Per il gioco abbiamo utilizzato la tombola del circolo del Dlf di San Fruttuoso e, dall’anno successivo, una tombola grande e con i numeri che si accendevano alla sua chiamata, costruita dai compagni ferrovieri della cellula dell’officina del deposito Locomotive di Rivarolo. Con questa attività la mia sezione, e in seguito anche con i militanti della sezione Jursè Buranello di Sampierdarena, abbiamo organizzato il gioco anche nell’ultima festa nazionale de L’Unità del 2004, riuscendo a “guadagnare” ogni anno, molte decine di milioni di lire, finchè c’era la lira, e in euro dopo.

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Fino alla sua chiusura, dovuta al peggior segretario del PD e dell’intera sinistra italiana che ha determinato la sua chiusura, L’Unità è stato il giornale di tutti i democratici e i riformisti che vogliono difendere e consolidare la libertà e la democrazia nel nostro Paese e per difendere la giustizia sociale. Durante la sua esistenza, L’Unità, che ha svolto un ruolo importante per il rinnovamento e il rafforzamento della cultura e della presenza politica dei democratici nel nostro Paese, è stato continuamente uno strumento di discussione, una palestra d’idee, un luogo di confronto con la realtà che si trasforma e che vuole rinnovarsi. Da lettore “storico” de L’Unità, una cosa per me è tutt’ora certa: senza L’Unità sarebbe stata duramente colpita l’autonomia politica e culturale della sinistra italiana.

LA MIA ATTIVITÀ NEL DOPOLAVORO FERROVIARIO

Nell’estate del 1985, mentre lavoravo come assistente di stazione a Genova-Brignole, ed ero delegato sindacale, il mio sindacato (la Filt-CGIL) mi ha proposto di candidarmi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo del Dopolavoro Ferroviario (DLF) di Genova (DLF): l’associazione per il tempo libero dei ferrovieri, dei loro famigliari e di tutti gli altri lavoratori che volevano partecipare alle sue varie attività.

PRIMA ELEZIONE NEL CONSIGLIO DEL DLF

Alle elezioni tenute nel novembre del 1985 ho ottenuto 488 voti; risultando il 4^ degli eletti della lista “DLF: verso il 2000”, emanata dalla Filt-Cgil. Più di me, avevano ottenuto voti: Nicolò Coppolino (997 voti), Vittorio Tagliatti (604 voti) e Danilo Bonamigo (593 voti); tutti e tre già impegnati da anni nel Dlf. Il più votato, dopo di me, fra gli altri sessanta candidati delle liste collegate alla Cgil, Cisl, UIL e autonomi il 5* degli eletti aveva ottenuto 317 voti.
A seguito delle elezioni, essendo stato, in quanto consigliere, “distaccato” dal lavoro ho iniziato un lungo impegno nel Dlf assumendo nel tempo diversi ruoli di responsabilità. Primo fra questi è stato quello di responsabile delle relazioni sociali, dei circoli e delle attività ricreative del Dlf. In quel periodo il Dlf, con Coppolino presidente, gestiva, a parte le tante attività per il tempo libero, come i gruppi Scacchi, Dama, Biliardo, a carte (scopone e cirulla) Tornei di carte e di biliardo, i circoli ricreativi di Principe, Sampierdarena, Pontedecimo, Rivarolo, Sestri Ponente Don Minetti (che erano gestiti dai rispettivi Comitati di Circolo), il cinema ABC di Sampierdarena e il cinema-teatro Albatros di Rivarolo. Tra le attività ricreative, insieme al circolo nautico di Vesima si gestivano anche le attività del biliardo, e tutte quante facevano capo ai comitati dei soci dei circoli e delle varie attività ricreative. La vita sociale dei Circoli era diretta dai Comitati di Circolo che venivano eletti da tutti gli associati: ferrovieri e frequentatoti.

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LA RESPONSABILITÀ DEL GIORNALE DEL DLF “SUPERBA”

Dal febbraio del 1986 ho iniziato, fino all’aprile del 1999, il mio impegno nel periodico mensile del DLF “SUPERBA” col mio primo articolo pubblicato: Il Circolo nel Dlf. “Superba” era nato nel marzo del 1968 da un’idea dell’allora presidente del Dlf, Giuliano Retteghieri, e con la direzione di Millo Balduzzi. Dal gennaio del 1988, dopo la rinuncia di Millo Balduzzi a dirigere il giornale del Dlf “Superba” ho assunto la direzione della redazione del giornale.

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Nel tempo, ho trasformato il giornale da semplice bollettino d’informazione interna a una vera rivista d’informazione. La volontà di creare uno spazio di ricerca e di dibattito interno nel DLF e nella Città sui temi propri dei lavoratori delle FS, nonché sui temi più generali della città, ha fatto si che a collaborare con Superba siano state coinvolte anche parecchie autorevoli personalità della cultura e della società genovese. Tra i tanti collaboratori, ricordo: il prof. L.M. De Bernardis (Presidente dell’Istituto storico della Resistenza), Emanuele Dotto (Giornalista Rai), la poetessa e scrittrice Elena Bono (presidente del Premio letterario “Superba”), la poetessa Margherita Faustini (giurata dello stesso premio “Premio”), Arnaldo Bagnasco (giornalista Rai, e presidente di Palazzo Ducale), il Prof. Dott. Agostino Zunino (economista), Renzo Trotta (giornalista Rai e regista teatrale), Bianca Costa Bozzo (Presidente Centro di Solidarietà Genova), Umberto Rossi (giornalista e critico cinematografico, e dal maggio 1989 direttore di “Superba”), Beppe Pericu, sindaco di Genova, Claudio Montaldo (vicesindaco di Genova). Molti numerosi sono stati contributi di dirigenti del Compartimentò Fs di Genova, di sindacalisti dei ferrovieri, e così via. Superba ha avuto una tiratura anche di 14.000 copie, diventando gradualmente un giornale aperto ai problemi della categoria e della Città, che informa, dibatte e discute. Dal 1998, “Superba” oltre che ad aver assunto una forma più ridotta e una nuova veste grafica, curata da professionisti capaci ed esperti come Roberta Lagustena e Flavio Azzarelli, si è rinnovata anche nella sostanza con nuovi e maggiori contenuti associativi, sociali, culturali.

Anche se con dispiacere, nell’aprile del 1999 ho dovuto lasciare la responsabilità della redazione di Superba anche perché i miei maggiorati impegni nel Consiglio comunale di Genova, mi lasciavano poca disponibilità di tempo.

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L’ORGANIZZAZIONE DELLE MANIFESTAZIONI PER IL 25 APRILE

Dai primi anni del 1987 ho incominciato anche ad organizzare, per contro dei sindacati dei ferrovieri e del Dlf, in occasione del 25 aprile, le manifestazioni celebrative della Liberazione negli impianti ferroviari delle officine e depositi locomotive di Brignole e Rivarolo e della stazione di Principe. Le stesse, organizzate con la partecipazione di esponenti dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sono state sempre molto partecipate dai ferrovieri e di quegli impianti, quasi per saldare l’insieme delle generazioni che negli impianti genovesi hanno combattuto il fascismo fin dai primi anni ’20 ai nuovi ferrovieri.

L’IMPEGNO NEI CIRCOLI E NELLE ATTIVITÀ RICREATIVE

Dalla fine del 1987 stato ristrutturato e messo a norma il cinema-teatro Albatros di Rivarolo, che era chiuso da anni, con la sostituzione delle 380 poltrone e ad altri importanti interventi strutturali e per la sicurezza. In seguito, è stato ristrutturato anche il cinema ABC di Sampierdarena che, uscendo dalla programmazione a luci rossi, è passato ad una gestione di film commerciali e per le per famiglie. Questi interventi che si erano avvalsi di finanziamenti del Ministero dello spettacolo, ma anche del Dlf, erano stati coordinati anche dall’allora presidente della Siae, Speciale. L’Albatros, da allora, riprese una ricca e vasta programmazione di cinema, teatro e musica con la partecipazione di importanti compagnie e associazioni culturali della nostra città. L’Albatros è stato anche la sede propria della Compagnia teatrale del Dlf che, con la regia di Antonio Aversa e di tanti altri colleghi, ha prodotto decine di spettacoli teatrali.
Alla fine degli ‘80, sotto la mia gestione, è stato rinnovato il parco biliardi dei Circoli di Rivarolo, S. Fruttuoso e Sampierdarena;
Per il Dlf genovese, che nel 1986 aveva più di 13.700 associati, erano quegli anni importanti e piene di attività finanziari molto importanti. Si organizzavano infatti dei voli charter per l’Argentina e il Brasile, si gestiva un bilancio di oltre 3 miliardi lire, e si organizzavano i “Raduni” dei pensionati ferrovieri anche con 400 partecipanti.

SOLIDARIETÀ COL POPOLO DEL MOZAMBICO

Tra le tante iniziative da me organizzate nel Dlf, mi piace ricordare la raccolta, nella primavera del 1989, di migliaia di capi di abbigliamento, coperte, scarpe, cancelleria e giocattoli inviati al campo profughi di Marachene (nei pressi di Maputo) in Mozambico dove, in un Paese fra i più poveri, in quel periodo confluivano migliaia di Mozambicani espulsi dal Sud Africa. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto di cooperazione della CGIL “Progetto Sviluppo”, in una settimana ci aveva permesso di raccogliere ben 24 scatole grandi piene di 500 capi di abbigliamento e di molte decine di paia di scarpe, di coperte, di giocattoli e di cancelleria. La raccolta ha continuato fino all’autunno di quell’anno grazie alla collaborazione dei Consigli dei delegati degli impianti ferroviari e dei Circoli ricreativi del Dlf. Nel novembre dello stesso anno, durante un incontro nei salone del Dlf abbiamo presentato al governatore della provincia e al responsabile dei profughi di Maputo i risultati del nostro impegno di solidarietà con quelle popolazioni compreso l’ultimo invio di 265 kg di cemento per la costruzione del villaggio profughi di Marachene.

NASCITA DEL GENOA CLUB DLF

Tra il 1988 e il 1995 sono stato presidente del Genoa club DLF che avevamo creato in quegli anni insieme ad altri amici ferrovieri e non, come i fratelli Emo e Mauro e Molinari, Silvio Sforzini, Angelo Spanò, Mauro Mascarino e tanti altri. Il club ha avuto fin dalla sua nascita un’alta partecipazione di associati, raggiungendo nei primi anni ’90 il numero di quasi quattrocento iscritti.

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CIRCOLI, RICREAZIONE… E CULTURA

Nel Febbraio del 1990, a seguito di una ristrutturazione organizzativa, pur continuando nel lavoro di responsabile dei Circoli e delle attività ricreative, ho assunto anche la responsabilità di una parte delle attività Culturali del Dlf. (gruppo Turismo a De Merciari) che includevano la gestione delle attività legate al Premio letterario nazionale “Superba”: Poesia in lingua italiana a tema libero, Narrativa a tema libero, Poesia in lingua italiana per studenti Media inferiore
Ai Corsi di pittura chitarra

LA RESPONSABILITÀ NEL SETTORE TURISTICO DEL DLF

Dall’ottobre del 1990 ho assunto, fino al gennaio 1994, la responsabilità del settore turistico del Dlf. Con un serio e appassionato impegno sono riuscito a ribaltare la situazione negativa col risanamento gestionale ed economico del settore.
Il 1991 ed il 1992 sono stati anni di impegno notevole per il settore turistico delle DLF. Il solo aumento del dato economico (600 milioni di fatturato nel 1990 a fronte del miliardo e seicento milioni del 1992, è la dimostrazione del successo delle proposte turistiche avanzate e del favore incontrato fra i ferrovieri che hanno usufruito delle proposte di viaggi e soggiorni. Uno dei mezzi che ha favorito questo successo è stato il libretto turistico che nelle sue 150 pagine sono state descritte le centinaia di viaggi individuali e di gruppo dai viaggi individuali dalle gite di un giorno fino ai viaggi intercontinentali, i soggiorni al mare ai monti alle terme e le crociere e così via. Il successo di tale risultato è da dato anche dall’impegno serio e appassionato fu fornito nel settore turistico dai colleghi di banco Boccaccio e Galluccio.
Nel 1991, con un incremento notevole, i ferrovieri e associati vari del Dlf che hanno partecipato ai viaggi e soggiorni sono stati ben oltre i 2.500.
Nel 1992 i soci del Dlf che hanno fatto viaggi e soggiorni col settore turistico sono stati 3. 225.Da un fatturato di 600 milioni del 1990 il turismo è passato ad oltre un miliardo e 600 milioni di fatturato del 1992 (anno in cui ben 2802 associati al Dlf hanno partecipato ai suoi viaggi e soggiorni) con un utile diretto per il Dlf di 60 milioni circa di lire.

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LA NASCITA DELL’ ASSOCIAZIONE DI SOLIDARIETÀ LA LOCOMOTIVA

Dal 1991 nel Dlf è nata e si è sviluppata Associazione di Solidarietà La Locomotiva, con l’organizzazione missioni umanitarie in Croazia, colpite da una tragica guerra civile, portando alla popolazione di alcuni posti: medicine, coperte, indumenti, generi alimentari, ed altro. La “Locomotiva, ha continuato la sua pregevole attività di solidarietà verso altre popolazioni bisognose di aiuto grazie all’impegno di Silvio D’Anna, Alessandro Di Blas, Enrico Fascio, ed altri ferrovieri.

SECONDA ELEZIONE NEL CONSIGLIO DEL DLF

Nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo del Dlf del novembre del 1992 sono stato rieletto nella “Lista dei Dopolavoristi” della Filt-Cgil, ottenendo 401 voti. Più di me avevano ottenuto voti Nicolò Coppolino (610) e Danilo Bonamigo (407). Anche in queste elezioni su 64 candidati il primo degli eletti dopo di me è stato eletto con 331 voti.
Con Coppolino presidente del DLF io ho continuato ad avere la responsabilità del settore turistico del Dlf che, grazie anche all’impegno operativo dei due addetti Galluccio e Boccardo , ha continuare a dare agli associati molte più proposte turistiche agli associati e degli utili al Dlf. Tale impegno è durato fino al dicembre del 1993, mese durante il quale io sono stato eletto nel Consiglio comunale di Genova e, una settimana dopo, mi sono anche sposato con mia moglie Maria Castangia..

LA RESPONSABILITÀ DEL SETTORE CULTURALE

A gennaio del 1994 nel Consiglio direttivo, si verificarono alcuni cambiamenti delle responsabilità sociali. La Uil pretese per un suo eletto una responsabilità di “prestigio”, individuandola nel settore turistico. Per tale motivo, all’inizio del 1994 ho assunto la responsabilità del settore culturale del Dlf che, tra l’altro, includeva anche la direzione dell’Istituto scolastico del Dlf, dove si effettuavano, in collaborazione con Wall Street Insitute, dei corsi di lingue estere (inglese, tedesco, francese e spagnola), corsi di Ragioneria e per Operatori PC.
Tra i settori culturali erano molto attivi e partecipati i corsi di Pittura, della Filatelia e Numismatica, della Fotografia. Di prestigio per il Dlf era anche l’organizzazione del 13º Premio nazionale di Poesia in lingua italiana “Superba” alla cui presidenza c’era la poetessa-scrittrice Elena Bono. Parallelamente si teneva anche il Premio di poesia dialettale in lingua genovese, partecipato da poeti di diverse località liguri. Tutti e due i “Premi” hanno avuto molta partecipazione di poeti in lingua italiana e in genovese da tante altre Regioni del Paese.
Tra i gruppi più importanti del settore vi era poi la “Compagnia teatrale” del Dlf che aveva prodotto, sotto la regia di Antonio Aversa, tante e pregevoli rappresentazioni teatrale in lingua italiana e genovese.
Negli anni successivi l’Istituto Scolastico da una perdita finanziaria di alcuni milioni (94/95) di lire è passato, negli anni successivi (96-97-98), in attivo, tant’è che in questi ultimi anni il DLF ha beneficiato, grazie al lavoro svolto, di un contributo di 32 milioni all’anno.

TERZA ELEZIONE NEL CONSIGLIO DEL DLF

Alle elezioni del dicembre 1995 per il rinnovo del Consiglio direttivo del Dlf, che aveva registrato una bassa affluenza di votanti (appena il 39,21% degli aventi diritto), sono stato eletto per la lista della Filt-Cgil con 282 voti di preferenza. Il primo degli eletti era stato per la lista della Cgil Danilo Bonamigo con 457 preferenze, Aldo Petrozzi con 261 voti e Mauro poggio con 219 voti. Fra tutti gli 80 candidati sono stato in termini di preferenze il terzo degli eletti dopo Bonamigo e Fun eletto della lista n. 2 della Filt-Cisl. A seguito di quelle elezioni, nel gennaio 1996 Danilo Bonamigo è stato eletto presidente del Dlf, e io ho assunto la responsabilità della settore culturale.

GENNAIO 96 CULTURA Per molti anni ho organizzato il Premio nazionale di Poesia in lingua italiana “Superba” alla cui presidenza c’era la poetessa-scrittrice Elena Bono. Parallelamente si teneva anche il Premio di poesia dialettale in lingua genovese, partecipato da poeti di diverse località liguri. Tutti e due in”Premi” hanno avuto molta partecipazione di poeti in lingua italiana e in genovese da tante altre Regioni del Paese.
All’inizio del 1993 ho lasciato, dopo 6 anni di ininterrotto impegno, la responsabilità della redazione di Superba.
Da giugno 1997 al posto di Bonamigo, subentrato da consigliere nel consiglio Regionale Ligure, è stato eletto presidente Aldo Petrozzi.
Negli anni successivi l’Istituto Scolastico da una perdita di alcuni milioni (94/95) è passato, negli anni successivi (96-97-98), in attivo, tant’è che in questi ultimi anni il DLF ha beneficiato, grazie ad un accordo di collaborazione successivo, di un contributo di 32 milioni all’anno.

LA RESPONSABILITÀ NELL’AGENZIA LIGURSIND-DLF

Nel 1998, mentre ero impegnato alla cultura, sono stato invitato dal Consiglio direttivo del Dlf ad impegnarmi nell’Agenzia Ligursind-Dlf, acquisita dal Dlf (con il mio voto contrario) nei primi mesi del 1997, per risolvere la delicata situazione gestionale e finanziaria che, dopo i successivi riscontri effettuati dai commercialisti esperti, pativa di un gran numero di crediti inesigibili ereditati al momento dell’acquisizione.

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Col mio impegno e il duro e appassionato lavoro delle impiegate dell’agenzia (Marina, Elena, Barbara e Daniela) verso la fine degli anni ’90 la situazione gestionale negativa dell’agenzia, incominciava ad invertire la situazione negativa. Anche verso la fine degli anni ’90 ho fatto uscire da una situazione gestionale negativa l’agenzia di viaggi Ligursind-Dlf; situazione che in seguito ad un cambio di responsabilità voluto da una nuova e diversa direzione del Dlf ha portato l’agenzia alla chiusura.
In seguito ad un cambio di responsabilità voluto da una nuova e diversa direzione del Dlf ha portato l’agenzia alla chiusura.


Da giugno 1997 al posto di Bonamigo è eletto presidente Aldo Petrozzi. Io sto ancora alla cultura


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IL DLF OGGI


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