I MIEI LIBRI E LAVORI SULLA RESISTENZA

Il mio interesse per la storia del nostro Paese, iniziato fin dai primi anni della scuola, è stato alto e costante nel tempo; e molte sono state, nel tempo, le mie letture sulla storia d’Italia: dal Risorgimento a quello della Prima guerra mondiale, al periodo successivo compreso al ventennale regime fascista, alla Seconda guerra mondiale e al periodo della lotta Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Ho approfondito, nel tempo, con studi e ricerche, molti di questi argomenti e la storia del movimento operaio italiano: dagli albori della società industriale al periodo successivo alla Prima guerra mondiale, fino alla Resistenza. 
Con questo ricco patrimonio storico e culturale che mi sono dato con la lettura e la consultazione di alcune centinaia di libri e molte migliaia di documenti custoditi negli archivi dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) e dell’Istituto Ligure della Resistenza e dell’Etá Contemporanea “Raimondo Ricci” (Ilsrec) di Genova, ho voluto impegnami a creare “Memoria storica” sulla storia del secolo scorso del nostro Paese da tramettere in modo speciale alle nuove generazioni.
Con questa convinzione, all’inizio degli anni 2000, sono stato felice di curare, in occasione del 60° Anniversario della Liberazione, per conto delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) di Marassi-Quezzi-San Fruttuoso il libro:
VIAGGIO nella MEMORIA in ricordo dei Partigiani, dei Patrioti e dei Caduti per la libertà della Bassa Val Bisagno, con la prefazione del Senatore Raimondo Ricci, Presidente dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Eta Contemporanea di Genova.
Con questo è con gli altri successivi lavori ho voluto creare conoscenze su eventi e persone che, con la Resistenza, hanno fatto la storia di Genova e del nostro Paese e determinato il suo assetto istituzionale; e conseguentemente fare Memoria.

VIAGGIO nella MEMORIA
In ricordo dei Partigiani, dei Patrioti e dei Caduti per la libertà
della Bassa Val Bisagno

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Con questo lavoro ho voluto, da una parte raccogliere e rendere noti i nomi dei Partigiani, dei Patrioti e dei Morti per la Libertà, nativi o abitanti durante la Resistenza nei quartieri della bassa Val Bisagno, e dall’altra “costruire” le loro biografie con lo scopo di far conoscere, per quanto possibile, la loro vita sociale, umana, politica e di combattenti per la libertà. Un lavoro per creare Memoria storica del territorio, ricordare chi ha combattuto, anche a costo della propria vita, per liberare la nostra città dai nazifascisti, e per arricchire la storia del territorio dei quartieri di Marassi, Quezzi e San Fruttuoso.
“Questo piccolo libro” ha scritto nella prefazione il Senatore Raimondo Ricci “compie, nel 60º anniversario della liberazione dell’Italia dal dominio nazi-fascista, una carrellata di considerazioni generali sulla natura e il valore della resistenza, su particolari e drammatiche vicende belliche dipanatasi per quasi due anni nella nostra città, sulle stragi naziste, sugli eccidi perpetrati dal fascismo di Salò, sugli eroismi di molti partigiani della montagna e della città, su ricordi e testimonianze brucianti di quella lotta per la libertà, sulle deportazioni, sulle grandi sofferenze individuali e collettive del popolo: realtà che nel loro complesso hanno tracciato la strada del riscatto della nostra patria dal totalitarismo. Si tratta di un quadro essenzialmente locale e come tali parziali, tuttavia fortemente significativo di una più vasta lotta nella quale fu impegnata la grande maggioranza del popolo italiano, della sua parte migliore…..”.


GIUSEPPE MORABITO
VIAGGIO NELLA MEMORIA

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PER NON DIMENTICARE

Il CD-Libro è organizzato in 4 volumi:

  • Volume 1: 8 settembre 1943–25 aprile 1945 - Genova: dall’oppressione alla liberazione

  • Volume 2: Le deportazioni nei lager nazisti e il Giorno della Memoria

  • Volume 3: Biografie dei Partigiani, dei Patrioti, dei Deportati, dei Caduti e dei Combattenti per la libertà originari della bassa Val Bisagno o ricordati nelle lapidi delle sue vie e piazze

  • Volume 4: Storie e testimonianze di uomini e donne che combatterono per la libertà e la democrazia


Dalla prefazione di Massimo Bisca, Presidente dell’Anpi provinciale di Genova:
“Leggere queste pagine redatte da Morabito, deve farci riflettere, perché SONO il frutto di un lavoro che credo sia nato già diversi anni fa con un opuscolo e poi si è sviluppato sino ad arrivare a questo elaborato di diverse pagine. Un insieme di date, fatti, persone, donne e uomini, che hanno fatto la storia dei quartieri di Genova e della nostra città in generale. Tanti avvenimenti che sono da ricordare per avere sempre presente quali sono le nostre radici, da quali percorsi storici nasce l’Italia repubblicana e avere la consapevolezza DEI LUOGHI da dove prende forza la rinascita del nostro Paese. Rinascita intesa come morale dell’Italia. Questo la sintesi della Resistenza. Venti lunghi mesi in cui tanti ragazzi e ragazze hanno fatto una scelta che è rimasta fondamentale nella loro vita e nell’esistenza di tanti loro coetanei. Una scelta che ha avuto un grande valore per il futuro del Paese e per l’indicazione che ha tracciato nel percorso che ci ha portati alla conquista della democrazia. […]. Il lavoro di Morabito credo vada nella direzione giusta, perché nella sostanza, con quanto racconta e illustra, ci dimostra che tanta parte del nostro futuro, fa parte di quei progetti e di quei sogni. Per queste ragioni mi sento di ringraziarlo”.

Dalla presentazione di Giuseppe Morabito:
“Con questa pubblicazione, l’autore ha voluto ricordare, attraverso una parziale cronistoria, una serie di avvenimenti e di episodi accaduti a Genova, nella sua provincia e in altre località, dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 che permisero alla nostra città di liberarsi dai nazifascisti e di conquistare la libertà e la dignità perse. Lo scopo non è scrivere delle pagine di storia sulla Resistenza, che compete agli storici, ma quello di mettere a disposizione di coloro che vogliono conoscere questa importante parte di storia del nostro Paese il maggior numero possibile di informazioni anche per capire come e perché gli italiani, e i genovesi tra i primi, hanno combattuto, sconfiggendoli, i tedeschi e i fascisti. […]. Ovviamente, il libro non si pone il compito di fornire un quadro completo degli avvenimenti e degli episodi accaduti in quei venti mesi di lotta al nazifascismo: cosa pressoché impossibile; ma piuttosto di fornire un quadro sufficientemente ampio per fornire al lettore le conoscenze idonee per capire anche le complessità e le problematicità di quella lotta e di quel periodo. Unitamente agli eventi rappresentati nella “cronaca” (Volume 1), mi è parso opportuno ricordare anche, nel volume 2, quegli orribili luoghi di sterminio di massa, quali furono i campi di concentramento e di sterminio nazisti, nei quali milioni di persone di ogni età e di ogni condizione sociale furono trucidate per il solo fatto di essere ebrei, testimoni di Geova, zingari, omosessuali, asociali, detenuti politici o persone inermi.
Nel volume 3 sono pubblicate invece 150 schede con le biografie dei partigiani, dei patrioti, dei deportati, dei caduti e dei combattenti per la libertà originari della Bassa Val Bisagno o che sono ricordati nelle lapidi delle sue vie e piazze. Il loro ricordo non vuole essere solo un omaggio alla memoria di chi ha combattuto, anche a costo della propria vita, per la libertà e la democrazia nel nostro paese; ma vuole pure ricostruire, attraverso le loro vite, una parte importante della Resistenza nel nostro territorio.
Infine, nel Volume 4, sono riportate alcune storie e testimonianze di uomini e di donne che, direttamente o indirettamente, furono protagonisti di importanti eventi durante la Resistenza, e che aiutano i lettori di oggi a capire meglio quello che è stato”...

UNA SPOON RIVER PARTIGIANA

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Il libro Una Spoon River Partigiana è stato scritto nel 2017 da me e dall’amico e compagno Giordano Bruschi il partigiano “Giotto”, e ristampato nel 2018, con una bella e documentata prefazione dello storico Prof. Luca Borzani.
In esso sono contenute le storie di 268 partigiani e partigiane le cui tombe sono poste nel Campo 13 dei partigiani del Cimitero monumentale di Staglieno, e di altri partigiani (Gelasio Adamoli “Secondo”, Adriano Agostini “Ardesio”, Franco Antolini “Furlini”, Attilio Camoriano “Biondo”, Aldo Gastaldi “Bisagno”, Ferruccio Parri “Maurizio”, Amino PIzzorno “Attilio”, Giovanni Ponta “Gianni”) che anche se lo loro tombe sono poste in altri campi del Cimitero, nel libro sono ricordati per il ruolo che hanno avuto nella storia della Resistenza.

IL SONNO DEI GIUSTI
di Donatella Alfonso – La Repubblica 30 ottobre 2018.

“Dormono, dormono al campo 13. Perché la Spoon River dei partigiani genovesi non è sulla collina, ma al cimitero di Staglieno: 268 tombe uguali – così previsto dalla delibera comunale del 7 dicembre 1945, che stanziava allo scopo 1,7 milioni di lire dall’ora – e un busto aggiunto poi, quello del sergente dell’Armata Rossa Fiodor Poletaiev, morto insieme ai compagni italiani della divisione Cichero a Cantalupo Ligure. E una Spoon River partigiana (il Canneto Editore, 174 pagine, 13 euro) è il piccolo e prezioso libro firmato da Giordani Bruschi, il partigiano Giotto che a 92 anni non ha ancora voglia di fermarsi, e da Giuseppe Morabito, con la prefazione di Luca Borzani. Il 1º novembre il libro sarà presentato proprio all’interno del cimitero di Staglino, nel Tempio laico alle ore 10. Una scelta che, oltre alla contiguità fisica, tra chi ricorda e chi lì ora si trova, segnala quanto sia ancora fondamentale ribadire che la Resistenza ebbe anche bandiere diverse, quelle dei garibaldini, dei badogliani, di Giustizia e Libertà, delle Brigate Matteotti. Cattolici, comunisti, laici nel senso più vasto: tutti meritano lo stesso ricordo, si dirà durante l’incontro, che prevede la partecipazione, insieme agli autori, del presidente Anpi Genova Massimo Bisca e dell’assessore comunale Matteo Campora, mentre Pino Petruzzelli e Mauro Pirovano leggeranno brani del libro. Sono tanti, esattamente 51 i ragazzi che, attraverso le pagine scritte da Bruschi (Morabito raccoglie invece i dati e le storie minime di tutti gli altri), raccontano un po’ di sé, in questa Spoon River che attraversa città, paesi, vite e differenze sociali, tutte annullate dall’impegno comune per tornare a vivere in libertà. Il più vecchio è Amedeo Lattanzi, l’edicolante di 55 anni che insieme ai giornali diffonde i fogli clandestini e che pensa alla moglie costretta, dopo la sua fucilazione, a vendere le copie del “Corriere Mercantile” voluto dal prefetto Basile in edizione straordinaria per rivendicare la fucilazione di otto partigiani nei giorni del grande sciopero del 1944; mentre il più giovane è Giovanni Casartelli. “Sono appena un ragazzo, e sono caduto per la liberazione di Genova il 24 aprile 1945. Avevo quel giorno 14 anni e quattro mesi. Nel campo di Staglino siamo in trentasei, tutti morti con le armi in pugno in diversi quartieri, in diverse strade. Siam gli ultimi piccoli soldati della Resistenza, siamo i partigiani di poche ore, non siamo diventati famosi come i nostri vicini. Rappresentiamo però il miracolo enorme della Genova popolare, capace di mettere alle corde l’esercito tedesco, il più forte del mondo”.

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Nella foto: la presentazione del libro “Una Spoon River Partigiana” del 1º novembre 2018 al Tempio Laico del Cimitero monumentale di Staglieno con, da destra: Io, l’assessore comunale Matteo CAMPORA, il partigiano “Giotto” Giordano BRUSCHI, lo storico Luca BORZANI, il presidente dell’ANPI provinciale di Genova Massimo BISCA e il sindaco di Genova Marco BUCCI.

Il libro, che è stato ristampato con altre nuove biografie nel 2019, è stato presentato dagli autori e da altri esponenti politici. Sindacali e dell’Anpi, in tutti i quartieri genovesi, riscontrando l’interesse e la partecipazione di molte migliaia di cittadini e cittadine genovesi di ogni età.
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Nella foto: la presentazione del libro “Una Spoon River Partigiana” del 22 gennaio 2018 alla Camera del Lavoro di Genova Cornigliano, con la partecipazione, da sinistra, di : G. Morabito, Giordano Bruschi “Giotto”, Massimo BISCA presidente provinciale dell’Anpi di Genova, Donatella ALFONSO giornalista e scrittrice, Carla NESPOLO presidente nazionale dell’Anpi, Ivano BOSCO segretario generale della Camera del Lavoro di Genova, segretario della sezione Anpi “Adriano Bertolini”, Pietro ALFANO segretario dell’Anpi Ansaldo Energia.


SONO IN ATTESA DI PUBBLICAZIONE I SEGUENTI LAVORI:


GIORDANO BRUSCHI
GIUSEPPE MORABITO

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IL FAZZOLETTO ROSSO DI
“BISAGNO”


Bisagno: il primo partigiano d’Italia (come l’ha definito il comandante partigiano e poeta Giovanni Serbandini “Bini”) Aldo Gastaldi, ha creato e comandato, insieme a Bini, Marzo (G.B. Canepa), Furlini (Franco Antolini) e ad altri valorosi partigiani, la più importante formazione partigiana della Liguria: la Divisione garibaldina Cichero. Durante la lotta di Liberazione, pur essendo un fervente cattolico ha condiviso con i suoi partigiani inni e simboli comunisti, mettendo sempre al collo il fazzoletto rosso. A partire dal maggio 1944 Bisagno ha scritto nel suo fazzoletto rosso i nomi di ventisei partigiani uccisi in battaglia dai nazifascisti. Nel libro è raccontata la vita di Bisagno e quella della sua formazione partigiana (che da Banda è diventata Brugata e poi Divisione), e quella dei partigiani che Bisagno ha voluto ricordare nel suo Fazzoletto rosso.


GIUSEPPE MORABITO

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I "COMBATTENTI PER
LA LIBERTÀ"
DELLA

VAL BISAGNO


Ricordare e dare volto, immagine e storia a chi ha combattuto per la libertà nella lotta contro il nazifascismo è stata l’idea ispiratrice che mi ha spinto a realizzare questo lavoro. Con questo intento mi sono messo, un bel po di anni fa, a cercare attraverso l’archivio biografico dell’ANPI genovese i nomi dei partigiani che erano nati o vissuti durante la Resistenza nei diversi quartieri della Val Bisagno. Da allora, con quei dati, con la lettura e la consultazione di molte decine di libri, con la visita dei tanti siti delle Associazioni della Resistenza delle regioni italiane dove si era combattuta la lotta di Liberazione, e infine con la consultazione della banca dati dell’ILSREC, ho realizzato la biografia di oltre 1600 combattenti della libertà. Per molti di loro sono riuscito a creare delle biografie abbastanza complete, e comunque a tutti sono riuscito a dare una fisionomia umana sociale e della loro attività partigiana. Grazie alla disponibilità di molti famigliari di partigiani ho realizzato anche delle biografie complete di partigiani, Internati militari, deportati nei lager nazisti. Insieme a queste ho realizzato inoltre le biografie dei Caduti per la libertà, dei caduti di Cefalonia, di Formazioni partigiane di siti pubblici della nostra Vallata. Con le storie rappresentate dall’insieme di queste biografie non si viene a conoscere solo la lotta politica, sociale e resistenziale di tanti antifascisti dei nostri quartieri, ma anche tanti avvenimenti che hanno contrassegnato la Resistenza genovese e ligure. E non solo; anche perché tanti di questi protagonisti hanno combattuto, e spesso trovando la morte, in altre Regioni e anche fuori dal nostro Paese. Infine, credo che con questo lavoro sono riuscito a creare non solo nuova storia del territorio della nostra Vallata, ma tanta Memoria storica che i nostri combattenti della libertà hanno creato e che è nostra intenzione anche per trasmetterla alle nuove generazioni.



GIUSEPPE MORABITO

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LA RESISTENZA
nella Toponomastica
DELLA VAL BISAGNO


La Vallata del Bisagno, che va da Prato alla Foce, è un territorio che nel secolo scorso ha contrassegnato positivamente buona parte della storia del movimento sociale e politico genovese. Le numerose Società operaie, sia di stampo socialista che cattolico, presenti nella vallata fin dagli ultimi decenni del 1800 sono lì a dimostrarlo attraverso la storia umana, sociale e politica di molti dei loro dirigenti che furono i primi combattenti per i diritti e le libertà dei lavoratori.













GIORDANO BRUSCHI
GIUSEPPE MORABITO

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LA RESISTENZA DEI PARTIGIANI
DEL CAMPO 13



Giuseppe MORABITO

LA RESISTENZA GENOVESE
IN 120 SCHEDE BIOGRAFICHE



LAVORI SULLA RESISTENZA IN VIA DI REALIZZAZIONE


SITI PUBBLICI DI GENOVA DEDICATI ALLE DONNE E AGLI UOMINI ALL'ANTIFASCISMO E ALLA RESISTENZA
Il lavoro al momento è composto da 250 siti pubblici del comune di Genova dove sono ricordati esponenti del movimento sindacale, politico, culturale e sociale del nostro Paese; oltre che dell’antifascismo e della lotta di Liberazione contro i nazifascisti. Sono elencati anche luoghi, date e avvenimenti di quei periodi storici. Con lo scopo di dare una sommaria e sintetica descrizione ogni sito è commentato con una breve scheda biografica.

LE DONNE PARTIGIANE LIGURI

Il lavoro si prefigge lo scopo di elencare e costruire, per quanto possibile, la storia delle donne liguri che hanno contribuito, anche con le armi, alla lotta contro il regime fascista e la Resistenza genovese e italiana. Al momento il numero delle donne partigiane, patriote e volontarie della libertà note sono un migliaio circa.

LA RESISTENZA DEI FERROVIERI GENOVESI

Il lavoro vuole ricordare e realizzare le biografie dei ferrovieri che fin dagli anni ’20 del secolo scorso, e fino alla Liberazione, si sono battuti per la conquista della libertà, dei diritti e della democrazia che il regime fascista aveva cancellato negli anni del regime. I nomi fin’ora trovati, con molte biografie politiche e umane, sono quasi 500 ferrovieri degli impianti ferroviari di Genova.

IL CONTRIBUTO DEI SARDI NELLA LOTTA PER LA LIBERAZIONE DELLA LIGURIA

Il lavoro vuole dare volto e storia a tutti quegli antifascisti che hanno iniziato la loro lotta contro il regime fascista e agli altri antifascisti nativi della Sardegna che hanno partecipato alla lotta di Liberazione contro i nazifascisti nella VI Zona Operativa Ligure (Genovesato).
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CA 90
SS 158
NU 48
OR 18


LA LOTTA PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA
IN ITALIA E A GENOVA

Il lavoro vuole rappresentare con la storia umana, sociale e politica di tante persone date, luoghi e personaggi la storia dei lavoratori italiani e liguri che hanno contribuito alla conquista delle libertà e dei diritti a partire dal 1º dopo guerra alla liberazione del Paese dal nazifascismo.


“DALLA VITTORIA MUTILATA
ALLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO”

Questo lavoro vuole percorrere una parte importante della storia del nostro Paese che, partendo dalla “Vittoria mutilata” della Prima guerra mondiale, descrive con fatti e atti documentati: il biennio rosso, le violenze squadriste del biennio nero, la “Marcia su Roma”, la cronaca della soppressione delle libertà politiche, la lotta del movimento clandestino antifascista, l’introduzione delle leggi razziali. Il lavoro continua con la descrizione dei fatti successivi più rilevanti che, partendo dalla dichiarazione di guerra dell’Italia fascista, descrive i fatti più significativi dell’inizio della guerra di Liberazione dagli occupanti tedeschi e dai fascisti della Rsi. L’ultima parte del lavoro descrive infine i fatti e gli avvenimenti più rilevanti che hanno determinato la vittoria del movimento di liberazione nazionale e la trasformazione dell’assetto istituzionale dell’Italia.

LA RESISTENZA GENOVESE DELLA VAL BISAGNO
CONTRO IL REGIME FASCISTA E IL NAZIFASCISMO.

Il lavoro intende costruire la storia possibile di quella che è stata, fin dal dopo Prima Guerra Mondiale, la Resistenza al regime fascista e la guerra di liberazione contro il nazifascismo.

COMANDANTI E COMMISSARI DELLA
VI ZONA OPERATIVA LIGURE

Il lavoro vuole dare volto e storia, umana, politica e sociale, a tutti quegli uomini e donne, che hanno avuto ruoli di comando, come comandanti militari e commissari politici alle formazioni partigiane della lotta armata contro i nazifascisti. Al momento i loro nomi sono alcune centinaia.unitamente alla storia degli uomini e delle donne che hanno combattuto per la libertà, il lavoro vuole anche cercare di fare la storia dei luoghi e degli avvenimenti che hanno dato vita alla Resistenza genovese.


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Nella foto: Giuseppe Morabito, il partigiano Giordano Bruschi “Giotto” e l’attore Mauro Pirovano in un incontro con alcune scuole di studenti per la presentazione nel Municipio della Val Bisagno del libro Una Spoon River Partigiana.

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