Nel libro si trovano anche dei suggestivi riferimenti storici su Africo “Popolo antico quello di Africo risalente agli osci, si era insediato nel monte Atioca gente dedita alla caccia e alla pastorizia, aveva rinunciato agli agi raggiunti e deciso di isolarsi per sempre dal mondo… Per anni nessuno osò varcare il fiume che gli dei avevano disegnato a protezione degli osci. Quel fiume fu chiamato Apo-Osci-Potamos e le sue acque, per i figli dei boschi, furono il confine tra il bene e il male”. Era, questa, una delle tante favole che un altro suggestivo personaggio del romanzo racconta “nelle sere d’inverno col viso che si trasfigurava davanti al fuoco e che di notte popolava i loro sogni”.
- Segnalo infine il bel libro di poesie in vernacolo U Maru Giannandria – di Giovanni Favasuli – Rubbettin Editore - marzo 2003 – autore tra tante altre belle posie di “Sugnu Africotu” che racconta l’alluvione di Africo e Casalnuovo del 1951.