LA VITA DI UN ITALIANO COMUNISTA E DEMOCRATICO

FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUDE E CANOSCENZADante-Inferno-Canto XXVI

Giuseppe Morabito

Benvenuti a tutti i navigatori qui approdati, e grazie per la visita!

Mi chiamo Giuseppe MORABITO e sono nato nel 1943 a Casalnuovo d’AFRICO, paese alle falde dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, da Rocco MORABITO e da Grazia Mollica.
Ho vissuto dagli otto fino ai quindici anni nei pressi di Bova Marina, dopo aver abbandonato nel 1951 il paese natio a causa di una devastante ALLUVIONE che distrusse i centri abitati di Casalnuovo, di Africo (che era il comune capoluogo) e dei territori circostanti.

Dall’età di 15 anni abito a Genova: una bellissima Città, dove vivo con mia moglie Maria Castangia.

Sono in pensione dopo aver lavorato da quando avevo quindici anni prima nel settore metalmeccanico e in altri settori e poi, dal 1968 al 1993, nelle Ferrovie dello Stato.

Ho deciso di pubblicare questo sito allo scopo di far conoscere la storia del paese dove sono nato, e dei suoi abitanti, perchè è la storia di un sito e di una comunità millenaria le cui origini derivano da antiche civiltà.
Lo studioso Giuseppe Dieni afferma infatti che “i cittadini di Africo dovrebbero essere gli antichi italioti, rimasti puri senza confusione di sangue con altre razze. Dunque la “schiuma”, il fiore della nostra antica stirpe: da ciò il nome “Africo”, derivazione di “Aphrocos”, che significa appunto “schiuma”.
Il Dieni sostiene anche che “nel periodo arabo (800 d.C.) sambali e africoti stavano insieme in alta montagna in contrada Arcà in un villaggio di cui si è perduta ogni traccia chiamato Pietracucca, al di qua del torrente Aposcipo. Per questo gli africesi li chiamano ancora i Chucchi”. Pietracucca fu distrutta nella primavera del 952 d.C. dai saraceni. A seguito di questo evento nacquero alcuni casali fra i quali il Salvatore, ossia Casalnuovo”. I suoi abitanti venivano chiamati, fino alla metà (?) del ventesimo secolo, “Tignanisi”.

Insieme al desiderio di trasmettere, anche se parzialmente, ad altri la storia sociale e umana di Africo, in quanto discendente diretto dei “Tignanisi” voglio anche far conoscere anche la mia storia che è la storia di una persona che ha dedicato parte della sua vita alla politica col solo desiderio di contribuire a costruire una società più giusta, più democratica e più libera; e che lo ha fatto solo per passione e come servizio civile.

Ho cercato di vivere la mia vita sempre in modo attivo e da protagonista con la consapevolezza di essere un cittadino titolare di doveri e di diritti che devono essere continuamente migliorati e difesi da chi “governa” e da chi cerca di cambiare in negativo principi e diritti fondamentali sanciti dalla COSTITUZIONE repubblicana.

La mia passione politica l’ho sempre accompagnata con lo studio, la ricerca, il confronto delle idee, e col continuo arricchimento della mia formazione culturale e politica che si è basata sui valori della sinistra storica italiana (dal Risorgimento alla Liberazione) e del pensiero del socialismo scientifico.

La mia è la storia di chi non ha mai pensato di fare politica “perché fare politica conviene”, che non ha mai guadagnato nulla dal suo impegno politico e amministrativo e che, grazie alle sue sole doti personali e al sostegno (elettorale) di centinaia di persone oneste e per bene è stato eletto, per due cicli amministrativi consecutivi, Consigliere Comunale di una grande città come Genova per la quale ha contribuito in modo serio, responsabile, capace ed onesto alla sua trasformazione post industriale fino a farla diventare una fra le più belle città dell’Europa.

I valori che hanno dato senso alla mia vita: onestà, sincerità, tolleranza e rispetto per il prossimo, uniti alla voglia di conoscere e approfondire sempre di più gli avvenimenti sociali e politici in atto nel Paese e nel mondo, sono stati i miei punti di riferimento.

Essendo un convinto democratico che si è sempre ispirato ai valori e ai principi della Costituzione italiana, e che  da sempre mi batto contro ogni forma di razzismo e di intolleranza, la mia collocazione politica non poteva che essere a sinistra. Per tali motivi mi sono iscritto, dal 1968 in poi, al PCI, al PDS e ai DS prima di approdare al (nuovo) Partito Democratico del quale sono uno dei fondatori.

È per l’insieme di questi motivi che, con orgoglio e con passione, mi piace definire la mia vita come la “vita di un italiano: comunista e democratico”. E dico questo per due motivi: 1°) Non ho mai condiviso i sistemi politici dei cosiddetti "paesi comunisti" fin da quando visitai per la prima volta uno di quei paesi (l'ex Germania dell'est) che ho contrastato e condannato politicamente; 2°) Il mio orgoglio di appartenenza al PCI dipende principalmente ed essenzialmente per il ruolo e la funzione che, storicamente, il PCI ha svolto in Italia a favore dei lavoratori e dei ceti sociali più bisognosi e per il suo forte contributo alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.

In questo viaggio ho voluto seguire un percorso attraversando i vari capitoli della mia vita che vi invito a percorrere coem me cliccando sulle finestre del titolo attraverso le quali percorro le fasi della mia INFANZIA, degli INTERESSI e delle PASSIONI per poi, man mano, percorrere le età: della GIOVENTÙ, dello STUDIO, del LAVORO, dell’IMPEGNO POLITICO E SOCIALE; ed infine della RIFLESSIONE, della MATURAZIONE  e della SAGGEZZA.

Ho voluto presentare questo “lavoro” consapevole dell’importanza e del valore che la memoria ha per qualsiasi popolazione e avendo ben impresso nella mente non solo il pensiero di Dante, riportato all’inizio di questa Homepage, ma anche il monito contenuto nella Bibbia: «Guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli!» (Deuteronomio 4,9).

Se volete scambiare idee e opinioni sono presente anche su facebook.

Grazie per l’attenzione e per i contributi, graditi, che potranno arricchire queste testimonianze.

Per contattarmi.