L'ETÀ DELLA RIFLESSIONE POLITICA

 

IO E IL PARTITO DEMOCRATICO

Foto manifestazione Vittorio FoaHo partecipato il 25 Ottobre del 2009, insieme ad altri 3.067.820 persone, alle “Primarie” per l’elezioni del Segretario Nazionale del Partito Democratico. Il mio voto era andato a Dario Franceschini ma, dopo la sua elezione, il mio appoggio va al segretario Pierluigi Bersani

Quello delle primarie, per eleggere il segretario nazionale di un partito, è l'unico caso non solo in Italia o nell'Europa, ma nel mondo. Anche questo fatto dovrebbe far pensare e far capire agli italiani la grande differenza fra il Partito Democratico e gli altri partiti che sono o padronali (PdL) o personali (quasi tutti gli altri)!

Seguo con interesse e passione la vita politica del PD, al quale sono iscritto fin dalla sua fondazione, e per il quale mi ero impegnato per la sua nascita fin da quando militavo tra i Democratici di Sinistra di Genova.

Il motivo principale per il quale ho contribuito a far nascere questo "nuovo" grande partito di sinistra è stato quello di offrire alle nuove generazioni un soggetto politico nuovo e democratico col quale poter costruire una società più giusta, più libera e con un tasso di civiltà e di tolleranza maggiori.

Essere il Partito, come ha riconfermato Bersani, che si immedesima nei valori e nei principi della Costituzione italiana, che vuole rappresentare i lavoratori e che vuole essere il partito delle libertà (di tutti) è un motivo valido per sentire un senso di appartenenza politica e per condividere, insieme ad altri, gli ideali del riformismo e del socialismo italiano che provengono dalla storia e dalla tradizione del movimento operaio del '900 italiano.

A ciò aggiungo la mia completa condivisione dei principi e dei valori contenuti nel “CODICE ETICO” [download pdf] e  “MANIFESTO DEI VALORI” [download pdf] che sono alla base della nascita del Partito Democratico.

PERCHÉ SI AL PARTITO DEMOCRATICO

Per l'ItaliaLe motivazioni che mi hanno portato a dire sì alla nascita del Partito Democratico (PD) sono, in gran parte, gli stessi motivi che mi hanno fatto avvicinare, quasi 50 anni fa, al Partito Comunista Italiano. Se allora (1960) mi sentivo vicino al PCI, così come oggi (2010) mi sento vicino al PD, era perché quel Partito si batteva più degli altri a favore dei lavoratori e dei ceti sociali più bisognosi. Come il PCI anche il PD, secondo le mie convinzioni, si batte per gli ideali di libertà, di democrazia e di giustizia sociale e per garantire agli italiani (vecchi e nuovi) i valori della libertà (individuale e collettiva), della pace, della giustizia (sociale ed economica) e della solidarietà.

 

L’auspicio mio è che si concretizzi, con fatti concreti, quel modo nuovo di fare politica che il PD vuole praticare: per ridare alla politica la dignità perduta; per ridare al popolo italiano fiducia verso la politica e per far maturare nuove prospettive di crescita e di sviluppo economico, sociale e morale.

TRASFORMISMO E ARRICCHIMENTO ILLECITO

Auspico anche che cessino presto, con le necessarie norme legislative, tutte quelle forme degenerative di trasformismo e di arricchimento illecito che ha coinvolto tanti personaggi che privi di ogni forma etica e morale hanno usato la politica per il loro beneficio personale.

Per me, che ho posto sempre i valori etici e morali alla base dei miei impegni e comportamenti politici e amministrativi, non è tollerabile vedere personaggi che traggono dalla politica benefici personali e  compiono atti illeciti. Chi lo fa deve abbandonare qualsiasi carica elettiva e deve essere allontanato dalla politica fino a quando la Magistratura, se lo farà, lo assolverà da eventuali atti illeciti.

Su questi temi etici ho portato avanti nell’ultimo congresso dei Democratici di Sinistra una mia iniziativa con la presentazione di due Ordini del Giorno sui COSTI della politica [download pdf] e sulla MORALITÀ della politica [download pdf] che sono stati approvati a grandissima maggioranza sia dal Congresso dell’Unione di San Fruttuoso che da quello Provinciale di Genova.

QUELLI CHE PARLANO MALE DEI “COMUNISTI”…E DELLA SINISTRA

Spesso sento parlare male e in modo improprio dei “comunisti” anche da personaggi che esercitano responsabilità politiche nazionali. Costoro usano argomenti senza sapere di chi parlano e senza conoscere nemmeno in piccola parte la storia di milioni di italiani: per bene e oneste, che hanno scelto e sostenuto nel tempo il Partito Comunista Italiano.

A parte quelli in mala fede, che mentono sapendo di mentire, altri lo fanno o per puro pregiudizio ideologico, o per proprio preconcetto mentale, oppure per propria incultura.  Costoro spesso non sanno nulla della storia umana e sociale dei milioni di cittadini italiani che hanno “militato” negli anni nel PCI. Ignorano anche cosa hanno fatto i comunisti italiani per conquistare al nostro Paese la libertà e la democrazia negate dal ventennio fascista, e dell’alto costo di vite umane che i comunisti hanno pagato con la lotta di Liberazione. Costoro ignorano perfino che se oggi viviamo in una società libera e democratica ciò si è reso possibile grazie alle lotte fatte, dal dopo guerra in poi, anche dai comunisti. E se tutti viviamo in una società civile e matura, sebbene tra tante contraddizioni e ingiustizie, ciò si deve anche grazie alle lotte politiche e sindacali che i comunisti hanno contribuito a realizzare nel nostro Paese.

I COMUNISTI CHE HANNO CONTRIBUITO A CONQUISTARE LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA

25 Aprile 2008D’altronde se il nostro Paese ha riconquistato la libertà e la democrazia dopo la dittatura fascista e ha potuto consegnare alle future generazioni un Paese libero e democratico, ciò è stato possibile grazie anche alla lotta contro i nazi-fascisti di migliaia e migliaia di comunisti. Così pure è stato grazie anche alle lotte dei comunisti e dei Sindacati dei lavoratori che è stato possibile consegnare alle nuove generazioni questa nostra “bella” Italia.

I milioni di cittadini, di ogni ceto sociale, che hanno contribuito a far nascere il più grande Partito Comunista dell’Europa sono stati delle persone che si sono battuti sempre, con convinzione, per far migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e dei ceti meno abbienti della società italiana, per l’interesse del bene pubblico e, non da ultimo, che “hanno fatto politica” per passione e per l’interesse del bene collettivo. Senza guadagnare nulla e con un’etica morale e politica che oggigiorno è, purtroppo, difficile da individuare.

FARE POLITICA “PERCHÉ CONVIENE?

Se fare politica “perché conviene” e perché da essa si traggono benefici economici, e non solo, è appartenuto, da sempre, alla Destra politica italiana, questo modo di fare politica ha incominciato a toccare, in maniera pesante, anche il mondo del Centro Sinistra. Il sistema politico italiano ha raggiunto ormai delle forme degenerative talmente gravi che tutto il sistema democratico del nostro Paese è in grave sofferenza.

Come si fa ad accettare il fatto che una persona si fa un “suo” partito, nomina i suoi deputati, fa fare ai suoi ministri delle leggi per il suo beneficio, finanziario e giudiziario, e per il suo tornaconto personale?

Berlusconi ha destrutturato la società levando ad essa, e a gran parte degli italiani, valori, idealità, moralità e umanità che sono stati da sempre un patrimonio comune degli abitanti delle varie regioni del nostro Paese.

SE UN PARTITO…

Nell’attuale situazione di crisi della politica italiana e di fronte alle difficoltà in cui si trova anche il Partito Democratico io credo che sia necessario riaffermare, ponendole al centro, le idealità e i principi fondamentali della sua nascita. È necessario affermare un progetto di società, con i valori della Sinistra e del miglior riformismo italiano: laico e cattolico, e fare le necessarie battaglie democratiche per realizzarlo!

Ciò che è capitando recentemente al Partito Democratico, che deve ancora costruire un profilo di idee, di valori e di proposte per dare risposte ai problemi del nostro Paese e dei suoi cittadini, pone con maggiore forza anche la grande questione di una nuova etica della politica e di una nuova classe dirigente.

Fa bene il gruppo dirigente del PD a confermare che per il PD la questione morale è centrale, che gli amministratori che rappresentano il Partito Democratico sul territorio e in Parlamento devono essere più attenti alle regole, giuridiche e morali, che presidiano al loro lavoro e che se la magistratura registra in singoli casi delle anomalie deve procedere nel suo lavoro secondo i principi cardine e di una democrazia moderna, in piena autonomia e indipendenza.

Penso anche che insieme a questi elementi il PD risente delle spinte e dei comportamenti di alcuni suoi leader che muovendosi, ai diversi livelli, come vecchi feudatari non solo non portano idee e contributi politici ma sconquassano quelle che ci sono già , provocando solo danni per il PD.

Credo che ha ragione Alfredo Reichlin (L'Unità 25/11/2010) che in un suo bell'articolo di fondo sui giovani dice che "... la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo in cui è seduta". Ci sono inoltre, secondo me, anche molti personaggi ("vecchi" e "giovani") che "usano" il PD per i loro tornaconti personali e per costruire le loro fortune politiche e non solo! Individuarli e metterli nella condizione di non nuocere al partito e ai cittadini è un dovere di ogni democratico!

Secondo me, inoltre, ciò che avviene nel PD è anche il frutto di un Partito che aspira ad essere democratico, senza esserci ancora riuscito, e dove problemi di “dialettica”, di "potere" e di rappresentanza diventano spesso difficili e complessi da gestire. D'altronde nella destra, dove esiste un partito razzista e xenofobo (la LN) e un partito (il PdL) padronale, che è espressione diretta del suo fondatore, dove tutti i suoi dirigenti ed eletti trovano in lui riferimento ed ispirazione politica, il termine democratico è pressocché assente.

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Il mondo cambiaUn popolo responsabile, una sinistra nuova e pensante, una visione lucida del bene comune unite ad una identità politica del PD: Partito del lavoro, dei giovani e dei valori costituzionali, unite alla voglia di unità e di partecipazione del suo popolo, sono gli elementi di speranza che intravedo e che spero facciano cambiare l’attuale corso politico del nostro Paese.

Oggi non c'è bisogno solo di combattere e sconfiggere il berlusconismo (individualismo, egoismi, ognuno pensi per se, paese senza regole, intolleranza nei confronti dei diversi, ecc.) ma anche di una alternativa per la guida denl nostro Paese che si basi sui valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione.

Prima che sia troppo tardi, per l'Italia e per gli italiani di oggi e di domani!