L'ETA' DELLA GIOVENTÙ

DOVE HO VISSUTO DA RAGAZZO

Fino all’età di 8 anni ho vissuto nel paese dove sono nato io, le mie sorelle, i miei genitori e i loro avi: Casalnuovo (o Casalinuovo) che era una frazione del comune di Africo, in provincia di Reggio Calabria. Fu una devastante alluvione, avvenuta tra il 15 e il 18 ottobre del 1951, a farci abbandonate, insieme a tutti gli altri abitanti, il paese e a rendere profughi gli abitanti di Casalnuovo e di Africo poiché l’alluvione devastò tutti i siti circostanti e gran parte degli stessi centri urbani. Ci furono anche 6 persone morte, in gran parte avvenute nelle campagne circostante i due centri urbani. Alla mia famiglia toccò trasferirsi (a piedi fino a Bova superiore), dopo pochi giorni, al campo profughi di Bova Marina dove abbiamo vissuto fino al Luglio del 1958 allorchè ci siamo trasferiti definitivamente a Genova dove aveva trovato lavoro mio padre.

A Bova Marina abbiamo vissuto subito in un vecchio “Seminario” abbandonato prima di trovare sistemazione definitiva in una “baracca” di legno che faceva parte di un complesso urbanizzato grazie ai fondi inviati dalla Svezia. Le baracche erano composte da un locale unico di circa quattro metri quadrati per ogni famiglia. Dopo i primi mesi di mensa collettiva, le famiglie hanno incominciato a ricevere contributi mensili (scarsi) in vettovaglie e in lire.

Seminario di BovaSono stati anni di grosse difficoltà economiche e di disagi ambientali notevoli, ma anche (per i giovani di allora) di giorni felici e spensierati riempiti da giochi, divertimenti e studi. In quegli anni ho ultimato le scuole elementari, e successivamente ho frequentato, a pagamento, le scuole medie inferiori presso l’Istituto Salesiano “Don Bosco” di Bova Marina dove ho conseguito il diploma di quelle scuole. 

Ricordo che nel periodo del "campo profughi" di Bova marina, dove abbiamo incominciato a convivere insieme le due comunità di Africo e di Casalnuovo, mentre si "discuteva" sul futuro da dare alle due comunità si erano formate due fazioni: da una parte c'erano personaggi politici legati alla  Democrazia Cristiana che si prodigavano a convincerci a ritornare nei vecchi centri alluvionati e dall'altra c'erano dirigenti e deputati comunisti che si battevano, insieme alla grande maggioranza degli africoti e dei casaninoviti, a costruire un paese nuovo e ad ottenere migliori condizioni di vita.

In quegli anni si tennero anche molte manifestazioni con blocchi stradali e ferroviari a Bova Marina per chiedere non solo la ricostruzione del paese nuovo, ma anche per chiedere lavoro e migliori condizioni di vita. Ricordo anche che noi bambini depistavamo le forze dell’ordine percorrendo una strada diversa, lungo la “fiumara”, da quella che poi percorrevano gli adulti, con tantissime donne in testa. I fumogeni lanciati in diverse occasioni dalla Polizia, che ci hanno fatto conoscere i "profumi" e i bruciori, con forti lacrimazione, degli occhi li abbiamo assaporati in molte di quelle manifestazioni! La costruzione del Paese nuovo arrivò, alla fine degli anni '50, quando ormai la mia famiglia, e tante altre, aveva già preso la via dell’emigrazione, come capitò a tantissime altre famiglie che si erano trasferite massicciamente in Liguria, in Lombardia e in Piemonte. A distanza di tanti anni il lavoro ad Africo e in gran parte della Calabria purtroppo deve ancora arrivare!

A Bova Marina, sulla Costa Jonica a circa 40 Km da Reggio Calabria - www.regione.calabria.it , ho vissuto dalla fine del 1951 fino al settembre del 1958 per trasferimi definitivamente a Genova: subito a Manesseno (comune di S. Olcese) distante pochi Km. da Bolzaneto: centro periferico di Genova, e poi dal 1971 in poi in città.

COSA HO FATTO DA GIOVANE

La mia vita a Manesseno l'ho vissuta bene sia perchè mi sono trovato a vivere  in una comunità che non mi ha mai fatto sentire “furestu” o immigrato e poi anche perché mi sono trovato fra tanti coetanei diventati poi dei cari amici. L’intolleranza, la diffidenza verso “gli altri”, il razzismo non li ho conosciuti forse anche perché ho vissuto e frequentato ambienti composti in prevalenza da operai di formazione antifascista e democratica. Genova comunque è sempre stata, come è tuttora, una città aperta, civile e solidale: una vera città europea e cosmopolitca!

Squadra di calcioAppena giunto a Genova, con la classica valigia di cartone, ho cercato subito lavoro e, anche se in modo non continuativo, ho sempre lavorato. Il lavoro per me è sempre stato un valore e non solo un bisogno; come era nel sentimento comune delle generazioni di quegli anni.

Tra il 1968 e il 1970 con i tanti amici di allora, con i quali ci si divertiva andando a ballare, al cinema, a giocare al pallone, a fare delle scampagnate, ecc., abbiamo dato vita, all’interno della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Manesseno, al circolo ricreativo culturale "L'Unione" e al “Circolo del cinema”, dei quali sono stato presidente. È stata una esperienza culturale, sociale e umana, che ricordo con piacere e con estrema soddisfazione, che ha risentito dei fermenti e delle idealità del movimento del 1968.

IN POLITICA DA GIOVANE

La mia passione per la politica è iniziata quando avevo 17 anni a seguito delle grandi manifestazioni antifasciste che si erano tenute a Genova, e in tante altre città, nel Giugno/Luglio del 1960 allorché ci fu il tentativo da parte del presidente incaricato (Tambroni - DC) di formare un governo con i neo fascisti del MSI. Non era possibile tollerabile per gli antifascisti genovesi e non solo, a così pochi anni dalla lotta di Liberazione dal nazifascismo, con le "ferite" ancora aperte in tanta parte dei cittadini, far tornare al governo gli eredi di coloro che avevano oppresso l’Italia per oltre 20 anni e consegnato il paese ai nazisti!

FGCI di Genova Manesseno fine anni '60Da allora ho incominciato a frequentare il locale Circolo della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) di Manesseno-S.Olcese (Ge) della quale ho preso la mia prima tessera nel 1962. Anche tra i giovani comunisti, e nella locale sezione del PCI, ho conosciuto e frequentato tante "belle" persone che dedicavano parte del loro tempo alla politica e con una serietà e una moralità stupende.

Negli anni successivi, dal 1966 al 1968,  sono diventato segretario del Circolo della FGCI (che contava 126 iscriti) e componente della direzione Provinciale di Genova.

Di notevole importanza per la mia formazione politica sono stati gli studi di ragioneria (nei corsi serali), i corsi universitari di scienze politiche e la lettura dei molti libri che ho fatto negli anni della mia gioventù.

Tra i libri che ricordo ancora con piacere ritrovo: Il Tallone di Ferro di Jack London, La Madre di Massimo Gorki, La vita di Giuseppe Garibaldi, Al dio sconosciuto e la Battaglia di J. Steinbeck, Il Giorno più Lungo di C. Ryan e tanti altri tra i quali molti classici del pensiero umanistico e scientifico e alcuni libri del pensiero socialista italiano ed europeo.

IL SERVIZIO MILITARE

Servizio MilitareDall’Aprile del 1964 al Luglio del 1965 ho fatto il servizio militare prima nel 48° Reggimento Fanteria Car a Barletta (Ba) e poi nel 59° Reggimento fanteria “Calabria” a Palmanova (Ud). Sono stati anni di particolare interesse per la mia formazione fisica alla quale hanno contribuito in modo significativo sia le esercitazioni in caserma che i campi invernali ed estivi fatti sugli altopiani di Asiago e in altre località alpine. Di quella esperienza anche la mia formazione sociale e umana si è arricchita notevolmente grazie anche alla frequentazione "cameratesca" di tanti miei coetanei provenienti da tante regioni diverse.

L’esperienza militare è stata molto positiva anche grazie alla vita comune vissuta con tanti coetanei con storie umane e sociali diverse. Grazie al web ho ritrovato recentemente, con estremo piacere, uno di quei cari amici: Bruno Beda. Chissà se la sorte o la fortuna mi farà riconoscere e salutare qualc'un altro. Sarei felice!