COSA MI PIACE FARE

Sono amante del Cinema del quale ho circa 500 film in Vhs e Dvd molti dei quali tra i più belli fra quelli segnalati dalle graduatorie di specialisti del settore. Mi piace vedere in TV film (western, drammatici, di spionaggio, ecc.), documentari storici e geografici, e naturalisti. Mi piace inoltre Leggere quotidiani, riviste, libri di narrativa, di storia e di saggistica.

Mi piace anche ascoltare Musica rock, leggera, lirica e folk. Ho più di 25.000 brani musicali con le raccolte della Storia del Rock’n’roll, della Storia della canzone italiana, della canzone Napoletana e di una vasta raccolta di canti popolari e della Resistenza.

Il Cairo (Egitto)Mi è sempre piaciuto viaggiare; e finora ho fatto, in gran parte con mia moglie, molti viaggi con l’auto, il treno, l'aereo, i pullman.

Ho partecipato a molte crociere con le navi di Costa Crociere e di MSC, durante le quali ho visitato molte città italiane e molte altre decine di città europee ed extraeuropee in: Francia (Parigi, Nizza, Marsiglia, Avignone, Arles), Montecarlo (Monaco), Spagna (Barcellona, Malaga, Mijas, Cadice, Alicante, Siviglia, Granada, Cordoba, Oviedo, Santiago di Compostela, Palma di Maiorca,Cartagena, Santa Cruz de Tenerife, Puerto de la Cruz, La Gomera, Las Palmas de Gran Canaria, Lanzarote), Gibilterra, Portogallo (Lisbona, Vigo, Madera), Olanda (Amsterdam), Danimarca (Copenaghen), Norvegia (Olden, Bergen, Ktistiansand, Oslo), Inghilterra (Londra, Liverpool, Dover), Austria (Vienna, Linz, Salisburgo), Germania (Monaco di Baviera, Lipsia, Norimberga, Rotenburg, Warnemunde, Rostock), Repubblica Ceca (Praga, Pilsen, Brno, Carlovy Vary), Slovacchia (Bratislava), Croazia (Dubrovnik), Montenegro (Kotor), Croazia (Spalato), Serbia (Belgrado), Macedonia (Skopie), Ungheria (Budapest), Romania (Bucarest, Timisoara, Oradea), Polonia (Varsavia, Cracovia), Russia (Mosca, San Pietroburgo), Ucrania (Yalta, Odessa), Turchia (Istanbul, Smirne, Marmaris, Efeso), Tunisia (Tunisi), Marocco (Casablanca, Marrakech, Rabat, Agadir, Tangeri), Grecia (Pireo, Atene, Katakoln, Olimpia, Rodi, Creta, Volos, Gythion, Cefalonia), Bulgaria (Burgas), Romania (Costanza, Mamaia), Cipro, Egitto (Il Cairo, Alessandria d’Egitto, Canale di Suez, Scharm el-Scheikh, Dahab, Sinai, Monastero di Santa Caterina, nel deserto dl Sinai), Israele (Gerusalemme, Nazareth, Giordano, Haifa, Ashod), Palestina (Gerusalemme est), Cuba (L’Havana, Santiago de Cuba, Guardalavacca).

Nei miei viaggi ho visitato alcuni Campi di concentramento e di sterminio nazisti: Auschwitz, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Bergen-Belsen, Gusen: siti che consiglio di visitare, anche magari attraverso internet, a chiunque vuole conoscere questi e altri luoghi della “Memoria” che hanno contrassegnato la storia del XXI secolo per sapere, conoscere e ricordare ciò che nella storia dell’umanità è successo e che non dovrà mai più succedere.

Da alcuni anni trascorro le vacanze estive, con mia moglie, ad Iglesias (CI) – città di circa 28 mila abitanti, distante 45 Km da Cagliari e 10 Km dal mare (Funtanamare) – che oltre ad avere una millenaria storia mineraria, con i relativi siti archeologici, è vicina ad una serie di coste e di spiagge molto belle rimaste fin'ora sostanzialmente incontaminate.

Da Iglesias si può, in poco tempo, visitare delle bellissime spiagge e visitare numerosi siti minerari e archeologici unici, e delle grotte di rara bellezza. (Nella raccolta fotografica si possono vedere parte di queste spiagge, grotte, gallerie minerarie, nuraghi, e altre bellezze naturali). (Vedi articolo ALLA RICERCA DI IGLESIAS fra speranze e illusioni)

Oltre a questi interessi di carattere sociale e culturale, “tifo” per il Genoa: la prima società italiana di calcio (Genoa Cricket end Foot Ball Club è nato il 13 settembre del 1893). Le mie “frequentazioni” dello stadio “Luigi Ferraris” risalgono ai primi anni del 1960, e da parecchi anni sono abbonato ai diversi campionati del Genoa.

Tra il 1987 e il 1995 sono stato presidente del Genoa club DLF e ho organizzato, insieme ad altri cari amici tra i quali ricordo con piacere i fratelli Mauro e Emo Molinari, Silvio Sforzini e tanti altri, alcune trasferte (Oviedo, Liverpool, ecc.) e una grande festa rossoblu con la partecipazione dell’indimenticabile “Capitano” Signorini, di Torrente e di altri giocatori.

COSA LEGGO

Sono stato un lettore assiduo, da oltre 50 anni, de L’Unità: il giornale fondato il 12 febbraio 1924 da Antonio Gramsci. L'Unità è stato fino al 1991 l'organo ufficiale del Partito Comunista Italiano. In seguito, pur non essendo legato al partito di riferimento della Sinistra italiana (PDS, DS, PD), L'Unità è stato comunque sempre un giornale che, in quanto strumento di lavoro politico e culturale della Sinistra italiana, moderna e riformista, si rivolgeva a tutti coloro che si riconoscevano nei valori e idealità storiche e contemporanee della sinistra italiana; dove i valori democratici e antifascisti restavano nella sua base. L’Unità si è rivolta durante i precedenti percorsi editoriali a tutti quei milioni di cittadini, dalle storie e dai percorsi diversi, che aderendo al progetto del Partito Democratico volevano contribuire a costruire una Società migliore e più giusta. Il suo codice etico e i suoi valori fondativi erano le basi di questo percorso.
Con la nuova linea editoriale avviata col nuovo “corso” renziano non leggo più L’Unità. Il motivo principale è che, secondo me, L'Unità non è più il giornale di riferimento del PD e della Sinistra in senso più largo, ma piuttosto il giornale personale di Matteo Renzi e della sua linea politica. Il secondo motivo è che a commentare le scelte politiche del PD e del governo sono sempre esponenti "vicini" al segretario-presidente Renzi, con poche presenze di esponenti politici non "allineati" all'attuale maggioranza del PD. Per tali motivi ho cessato, anche se iscritto al PD, dopo più di 50 anni, e con grande dispiacere, di comprare e quindi di leggere L'Unità.
Leggo molto spesso anche La Repubblica e il quotidiano locale di Genova Il Secolo XIX insieme ad altri quotidiani. Sono inoltre abbonato a L’Espresso.

IL MIO RAPPORTO CON L'UNITÀ

Ho iniziato a leggere L’Unità fin dai primi anni del 1960 durante le pause di lavoro, e poi nel tempo libero. Le prime letture le ho fatte con i primi compagni di lavoro con i quali ho iniziato a discutere di problemi sociali, culturali ed economici; parlando anche di diritti dei lavoratori, di giustizia sociale, di conquiste sociali, di sindacato, di partiti della sinistra, di cos'era stato il regime fascista, di ideali comunisti e così via. In seguito ho letto con maggiore frequenza L’Unità per il desiderio di informarmi meglio su quanto avveniva nella mia città, nel mio Paese e nel resto del Mondo. Incominciai così ad appassionarmi ai problemi del lavoro, agli avvenimenti internazionali (La rivoluzione di Fidel Castro a Cuba, la conquista dello spazio, il Vietnam, le lotte di emancipazione dei neri americani e non solo, la Cina, ecc, ecc.), e a quelli nazionali, e così via. Posso senz'altro dire che grazie a L'Unità ho maturato un maggiore protagonismo soggettivo, coniugando i diritti ai doveri. Grazie alla lettura de L’Unità e di molti libri ho iniziato ad avere maggiore consapevolezza delle mie condizioni di vita e di lavoro e di quelle delle altre persone, specialmente dei lavoratori. E ciò grazie anche alle maggiori conoscenze sugli avvenimenti e sulle vicende del mondo e dei suoi abitanti.

Gradualmente, con L’Unità, ho seguito le diverse tematiche sociali, del lavoro, delle libertà, della democrazia e della giustizia sociale ed economica del nostro Paese e nel Mondo intero. Con L’Unità ho seguito, con partecipazione e interesse, tutti i piccoli e grandi avvenimenti che hanno attraversato una cinquantina di anni della mia vita e che hanno contribuito a fare di me una persona consapevole, libera e pensante.

Nell' età giovanile ho incominciato (dal 1963) insieme ai miei amici e compagni della Federazione Giovanile Comunista Italiana e del Partito Comunista Italiano di Manesseno, a diffondere L’Unità tra le case delle diverse frazioni del Comune di S. Olcese (Manesseno, Comago, Arvigo, Piccarello, S. Olcese chiesa, Torrazza, Costa di Pino, Trensasco) nei periodi elettorali e in altre importanti ricorrenze storiche: 25 Aprile, 1° Maggio, 2 Giugno.

La foto è del 7 Aprile 1963 durante una diffusione de L'Unità organizzata dai giovani del Circolo della FGCI e dalla sezione del PCI per la campagna elettorale che vide la conferma della giunta di sinistra al comune di Sant'Olcese. La foto è stata fatta nei pressi del ponte di Manesseno, dove allora si trovava l’edicola dalla quale ritiravamo il giornale. Io sono il primo a destra. Mia sorella Carmen è vicina a me in prima fila, mentre a fianco a Lei si trovava Oriella. A sinistra si nota Marino Poggi (che è stato successivamente sindaco di Sant'Olcese) e a fianco di Lui (in primo piano) ci sono i fratelli Bruno e Mario Nervi. Insieme a noi si trovavano tanti altri amici e compagni (Carlo Rossi, Minetto, ..... con i quali abbiamo condiviso oltre ad una bella amicizia, molte iniziative politiche e ricreative.

Per oltre una trentina di anni sono stato un “volontario” alle Feste dell’Unità durante le quali abbiamo organizzato e gestito, con gli altri amici e compagni delle Sezioni del PCI alle quali sono stato attivista molte iniziative politiche e ricreative sia a livello locale che provinciale. Per molti anni sono stato organizzatore dello stand della tombola, gioco che avevo introdotto per la prima volta nella Festa provinciale nel 1987.


Ho continuato a leggere il giornale fondato da Antonio Gramsci nel 1924 anche durante il periodo del “militare”, cercando di impegnare il mio tempo e di dedicare le mie risorse fisiche e intellettuali al significato che Gramsci aveva voluto dare al giornale: quello dell’unità tra operai, contadini e  impiegati. L’unità, è lo stesso concetto che il giornale segue tutt'ora nel nuovo secolo dove quotidianamente si batte per l’unità tra tutti i democratici e i riformisti che vogliono difendere e consolidare la libertà e la democrazia nel nostro Paese e per difendere la giustizia sociale.

Ancora oggi L’Unità vuole svolgere un ruolo importante per il rinnovamento e il rafforzamento della cultura e della presenza politica dei democratici nel nostro Paese. L’Unità vuole essere uno strumento di discussione, una palestra d’idee, un luogo di confronto con la realtà che si trasforma e ci trasforma. Vuole stare nel vivo della costruzione di un nuovo progetto della sinistra italiana ed europea. Una cosa è certa: senza L’Unità sarebbe duramente colpita l’autonomia politica e culutrale della sinistra italiana”.

(*) A chi volesse documentarsi sugli avvenimenti di questo cinquantennio di storia  consiglio di leggere, tra tanti altri, questi libri:

IL MIO IMPEGNO PER LA “POLITICA”

La mia passione per la “Politica” l’ho sempre accompagnata con lo studio, la ricerca, il confronto delle idee, e con un continuo arricchimento politico, sociale e culturale avendo come riferimento quei valori che sono stati alla base della Sinistra politica italiana, che derivano dalle idealità del Risorgimento italiano, dalla nostra Resistenza e dagli avvenimenti sociali e politici contemporanei. Essendo un convinto democratico che si è sempre ispirato ai valori e ai principi della Costituzione italiana, che da sempre si batte contro ogni forma di razzismo d’ingiustizia e di ogni sorta d'intolleranza, la mia collocazione politica non poteva che essere a “Sinistra”. Per tali motivi sono iscritto dal 1968 prima al Partito Comunista Italiano e, dopo il suo scioglimento, al Partito dei Democratici di Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra. Sono stato un convinto socio fondatore del Partito Democratico del quale sono un suo iscritto.

È per l’insieme di questi motivi che, con orgoglio e con passione, mi piace definire la mia vita come la “vita di un italiano di Sinistra” che ha condiviso la politica e le scelte del Pci e che, in quanto tale, non ha mai condiviso i sistemi politici e sociali dei cosiddetti "paesi comunisti" fin da quando, visitandone visitati alcuni, si è reso conto che quelli erano sistemi totalitari che non avevano nessun riscontro pratico con il pensiero politico del socialismo scentifico e con quelle che erano le idealità del partito al quale era iscritto. Il mio orgoglio di appartenenza al Pci dipendeva anche dal ruolo e dalla funzione politica che storicamente quel partito ha avuto nel nostro Paese a favore dei lavoratori e dei ceti sociali più bisognosi, e dal fondamentale contributo d'impegno e di lotta che ha dato alla lotta di Resistenza al regime fascista e per la lotta di Liberazione dal nazifascismo.

Purtroppo tanti (troppi) italiani non conoscendo nulla della “Storia” del Pci, dei suoi valori e delle sue idealità politiche e programmatiche, hanno avuto una visione distorta ed errata di questo Partito tanto da privilegiare quelle formazioni politiche di centro-destra (Dc-Psdi-Pri-Pli-Fi-Pdl-Udc-Ln, ecc.) e di sinistra (Psi di Craxi) che hanno governato quasi ininterrottamente il nostro Paese e che lo hanno ridotto così male, come si trova tutt’ora!

LA VITA DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI

Dopo aver seguito attivamente le politiche amministrative degli enti locali genovesi, seguo tuttora, con interesse e partecipazione, le iniziative delle amministrazioni del Comune di Genova, della Provincia e della Regione Liguria.

ALTRI MIEI INTERESSI

Seguo e partecipo con vivo interesse alle iniziative dell'Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) verso la quale nutro gratitudine e riconoscenza anche in memoria dei tanti partigiani e combattenti caduti per la libertà e la democrazia del nostro Paese.

Insieme a tanti altri antifascisti (molti giovani) del quartiere sono stato il 14/1/2010 tra i promotori della ricostituzione della Sezione dell'ASSOCIAZIONALE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA di Genova-San Fruttuoso, la cui data ricorda, oltre che la fucilazione di otto partigiani al forte di San Martino, uno dei più feroci eccidi compiuti dai fascisti genovesi nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 1945 allorché, mettendo nelle tasche di 12 prigionieri politici un panino e una mela, e dopo averli prelevati dal carcere di Marassi, li uccisero vicino alle rispettive abitazioni.

Sono iscritto anche, come logica conseguenza della mia pluricinquantennale iscrizione al sindacato di categoria della CGIL (Fillea-Fiom-Sfi-Filt), al Sindacato Pensionati Italiani (Spi-CGIL) - e ad una bella e umana associazione nata, all'interno del DLF genovese, dal migliore filone solidaristico dei ferrovieri italiani, all'Associazione di solidarietà La Locomotiva… Linee di Solidarietà gestita e diretta con amore e passione da alcuni amici e compagni quali sono Silvio D'ANNA e Enrico FASCIO.