LA VITA DI UN ITALIANO "DI SINISTRA"

"FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA"

Dante, Inferno, Canto XXVI, verso 110

Benvenuti a tutti gli internauti qui approdati, e grazie per la visita al mio sito personale.

Mi chiamo Giuseppe MORABITO e sono nato il 2 maggio 1943 a CASALNUOVO d' AFRICO: paese alle falde dell'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, da Rocco MORABITO e da Grazia MOLLICA.

Mappa geografica che mostra la posizione di Casalnuovo e Africo
Posizione geografica: A sinistra, Casalnuovo e Africo; a destra, il sito di Africo Nuovo

Discendo, in estrema sintesi, da quella dinastia che molti secoli fa diede vita a un paesello di nome Tignano, e poi a Casalnuovo. I suoi abitanti, chiamati tignanisi, combatterono contro gli arabi. Tignano era sito su un colle pianeggiante di fronte ad Africo, separato dal fiume Aposcipo.

Lo studioso Giuseppe Dieni afferma che «i cittadini di Africo dovrebbero essere gli antichi italioti, rimasti puri senza confusione di sangue con altre razze». Il nome Africo, secondo il Dieni, deriva da Aphrocos, che significa "schiuma", il fiore della nostra antica stirpe.

Sempre il Dieni sostiene che «nel periodo arabo (800 d.C.) sambali e africoti stavano insieme in alta montagna in contrada Arcà, in un villaggio di cui si è perduta ogni traccia chiamato Pietracucca, al di qua del torrente Aposcipo. Per questo gli africesi venivano chiamati "Chucchi"».

Pietracucca fu distrutta nella primavera del 952 d.C. dai saraceni. A seguito di questo evento nacquero alcuni casali, fra i quali il Salvatore, ossia Casalnuovo, i cui abitanti venivano chiamati «Tignanisi».

Oltre al desiderio di far conoscere — sia pure in modo parziale — la storia sociale e umana del paese che mi ha dato i natali (in quanto discendente dei Tignanisi), voglio far conoscere anche la mia storia personale e umana: quella di uno dei tanti italiani per bene che ha dedicato parte della vita alla Politica, col solo desiderio di contribuire a costruire una società più giusta, più democratica, più libera e maggiormente solidale — comunque migliore di quanto l'abbia trovata. Impegno che ho assolto con serietà, onestà, capacità e passione.

Foto d'epoca della piazza e della chiesa di Casalnuovo
Archivio storico: La piazza e la chiesa di Casalnuovo negli anni Trenta e Quaranta

Ho sempre cercato di vivere la mia vita seguendo il pensiero di Antonio Gramsci, da partigiano: da protagonista attivo nella vita sociale, politica e culturale, con la consapevolezza di un cittadino che — in quanto tale — è detentore tanto dei doveri quanto dei diritti garantiti dalla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.

La mia è comunque la storia di uno dei tanti milioni di persone oneste e per bene che non ha mai pensato di fare politica «perché conviene»; che non ha mai tratto beneficio dal proprio impegno politico e amministrativo svolto nella sua città; e che solo grazie alle sue doti e capacità personali ha partecipato, per due cicli amministrativi, all'amministrazione della sua città come Consigliere comunale, grazie al sostegno di molte centinaia di persone.

Durante gli anni di questo impegno (1993-2002), grazie alle amministrazioni dei sindaci Adriano Sansa e Giuseppe "Beppe" Pericu, ho contribuito in modo serio, responsabile e onesto alla trasformazione post-industriale di Genova, fino a farla diventare una fra le più belle città d'Europa.

A Casalnuovo ho vissuto fino all'età di 8 anni, quando nel 1951, a causa di una devastante alluvione che distrusse i due paesi e le campagne limitrofe, sia Casalnuovo che Africo (capoluogo del comune) furono abbandonati dagli abitanti.

Dopo alcune settimane trascorse nelle scuole di Bova Superiore, la mia famiglia si trasferì a Bova Marina (RC), in quello che fu chiamato «Campo profughi», realizzato in un antico seminario e con baracche in legno. Lì ho vissuto fino ai 15 anni, frequentando le elementari e poi le Scuole medie presso l'Istituto Salesiano «Don Bosco», dove ho conseguito il diploma.

Dal 1958 vivo a Genova: una fra le più belle città d'Europa, che è sempre stata accogliente, democratica, culturalmente e socialmente aperta. Abito nel quartiere di San Fruttuoso. Giunto a Genova, ho iniziato a lavorare svolgendo diversi mestieri in aziende metalmeccaniche (tubista in impianti industriali, navali, di riscaldamento; in edilizia, in fonderia) prima di trovare lavoro stabilmente, a seguito di un concorso pubblico, nelle Ferrovie dello Stato, dove ho lavorato dal 1968 al 1993.

Vista panoramica del centro di Genova con il Teatro Carlo Felice
Veduta panoramica: Genova centro con il Teatro Carlo Felice in primo piano

Attualmente sono in pensione dopo aver lavorato, dai 15 anni in poi, in diversi ambiti lavorativi — con prevalenza nel settore metalmeccanico — prima di approdare definitivamente, dal 1968 al 1993, nelle Ferrovie dello Stato.

Ho deciso di pubblicare questo sito con lo scopo di far conoscere la storia del paese dove sono nato — storia di un sito e di una comunità millenaria, le cui origini derivano da antiche civiltà — insieme ad altri aspetti della mia vita che compongono il titolo del sito: «La vita di un italiano di sinistra».

Oltre agli argomenti accennati, voglio far conoscere anche la mia storia personale: quella di uno dei tanti italiani che hanno dedicato parte della vita alla Politica col solo desiderio di contribuire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e a costruire un Paese migliore, più giusto, più democratico, più solidale; migliore di quanto i nostri avi ce l'hanno consegnato.

Sono stato eletto Consigliere Comunale di Genova per due cicli amministrativi consecutivi, durante i quali ho contribuito in modo serio, onesto, responsabile e competente alla sua crescita e alla sua trasformazione post-industriale, fino a farla diventare una fra le più importanti e belle città d'Europa.

Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova
Sede istituzionale: Palazzo Tursi, municipio di Genova

Essendo un convinto democratico, che si è sempre ispirato ai valori e ai principi della Costituzione italiana — e contrario a ogni forma di razzismo e d'intolleranza — la mia collocazione politica non poteva che essere a sinistra.

Percorso politico:

  • 1962-1968: Iscritto alla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI)
  • 1968: Iscrizione al Partito Comunista Italiano (PCI)
  • Dopo lo scioglimento del PCI: adesione al Partito dei Democratici di Sinistra (PdS)
  • 1998: Democratici di Sinistra (DS)
  • 2007: Socio fondatore del Partito Democratico (PD)
  • 2017-2023: Esperienza in Articolo Uno (segretario Roberto Speranza)
  • 2023: Ritorno al PD con la segretaria Elly Schlein

Grazie a tutti per l'attenzione dedicata e per gli eventuali e graditi contributi che potranno arricchire queste testimonianze.

Giuseppe Morabito

Gennaio 2025